Una giornata di confronto dedicata a immaginare e costruire una nuova civiltà mondiale fondata sull’intelligenza collettiva. Questo l’obiettivo Intelli_Gens Demopratica, workshop che lo scorso 21 ottobre ha riunito artisti, studiosi, amministratori e attivisti in un dialogo che ha intrecciato arte, architettura, emozioni politiche e pratiche condivise. Promosso da Fondazione Pistoletto Cittadellarte, si è svolto in occasione della 19esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia presso lo Speakers’ Corner delle Corderie dell’Arsenale. Il workshop si è articolato in tre sessioni, Impacts, Challenges, Projects.
Temi chiave, il valore delle emozioni politiche nella vita collettiva, l’arte come infrastruttura sociale e la creazione di comunità attive per una democrazia rinnovata.
La Demopraxia di Pistoletto
L’iniziativa, parte del GENS Public Programme della Biennale, rappresenta una tappa nel percorso della Demopraxia, il modello civico-politico ideato da Michelangelo Pistoletto che sostituisce il potere (kratos) con la pratica (praxis), trasformando le comunità (associazioni, scuole, aziende, istituzioni civiche) in motori reali di cambiamento sociale. Al centro del concetto di Demopraxia vi è l’arte, intesa come facoltà creativa applicabile a ogni campo della vita. Il metodo demopratico, articolato in tre fasi operative, Mappatura, Forum, Cantiere, ha come riferimento primario i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, che definiscono gli ambiti di azione, in connessione con le necessità territoriali.
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Comunità protagoniste
La Fondazione Pistoletto Cittadellarte ha dunque presentato le “Opere Demopratiche“: dieci esperienze di un nuovo modello di convivenza globale. Dall’Italia alla Corea, da Biella a L’Avana e Ginevra, da Roma a Nova Gorica/Gorizia, e ancora Busto Arsizio, Scanno e L’Aquila, erano presenti i rappresentanti delle 10 città esempi attivi di Opere Demopratiche, parte di un progetto più ampio che, a dieci anni dal suo avvio, ha dato vita a oltre 40 “opere” in tutto il mondo. «Con IntelliGens_Demopratica portiamo alla Biennale Architettura 2025 una visione e un metodo per generare intelligenza collettiva già di fatto attivo in diverse città del mondo» ha affermato Paolo Naldini, Direttore di Fondazione Pistoletto Cittadellarte. «La Demopraxia è l’arte di attivare questa intelligenza: un modello civico-politico che nasce dal fare, organizzato dai gruppi o comunità di pratica che costituiscono le società».

Rigenerazione territoriale e comunitaria
Nel corso dell’incontro è stata inoltre presentata la Costituzione dello Statodellarte, manifesto simbolico e operativo dell’impegno di Cittadellarte nel promuovere una civiltà coesa e integrata fondata sulla Demopraxia. «L’Arte è il principio ordinatore di una nuova forma di organizzazione politica in cui l’autorità è condivisa» ha spiegato Luca Bergamo, Coordinatore dello Statodellarte Cittadellarte. «Lo Statodellarte non si limita a valutare lo ‘stato delle cose’ ma organizza le persone e le loro comunità di pratica per ridefinire il senso stesso della convivenza. La politica non più come gestione del potere, ma cura della relazione tra natura e artificio, tra l’umano e il resto, tra umano e umano nella costante ricerca della pace».
Arte per una convivenza di pace
Con IntelliGens_Demopratica, Fondazione Pistoletto Cittadellarte lancia un messaggio forte e chiaro: la civiltà planetaria non è un’utopia, ma un progetto reale che si nutre di sentimenti, simboli e pratiche condivise.
L’arte diventa architettura politica del futuro, generando processi concreti di trasformazione per costruire un mondo più pacifico, inclusivo e sostenibile.


















