Lo Stadio 974 in Qatar in prossimità del porto di Doha
Lo Stadio 974 prende il nome dal prefisso telefonico del Qatar. È il primo al mondo interamente smontabile

Lo stadio smontabile e le altre innovazioni green dei mondiali. A colloquio con il professor Di Salvo

È stato costruito utilizzando 974 container riciclati vicino al porto di Doha, sfruttando la brezza per il raffrescamento. Il torneo di calcio che inizia fra un mese in Qatar si ispira fortemente alla sostenibilità, come spiega il docente italiano che opera da tempo nell'emirato
21 Ottobre, 2022
2 minuti di lettura

Mancano giusto 30 giorni al fischio d’inizio della 22esima edizione del Campionato mondiale di calcio, previsto per il 20 novembre in Qatar. La nazionale italiana come sappiamo non ci sarà ma arriveranno 32 squadre da tutto il mondo per partecipare al torneo in otto stadi di cinque città. Larga parte dell’evento però ruoterà intorno a Doha, in italiano “grande albero”, la capitale di questo Stato grande quanto l’Abruzzo, che fino alla metà del ‘900 era un villaggio di pescatori circondato dal deserto e affacciato sul Golfo Persico. Oggi, a soli sessant’anni di distanza, è una lussuosa città green proiettata verso la modernità ed il futuro.

Visione sostenibile

Nel documento “Qatar National Vision 2030” emerge l’impegno di questo emirato verso una politica eco-sostenibile, dove l’espansione e la rigenerazione interna del paese e tutti i nuovi progetti urbanistici mirano ad ottenere come “goal” globale la tutela dell’ecosistema e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Ne abbiamo parlato con Valter Di Salvo, professore associato all’Università degli Studi al Foro Italico di Roma e Direttore del Dipartimento di Football Performance e Science all’Aspire Academy di Doha in Qatar, dove risiede da più di dieci anni

 

Valter Di Salvo
Valter Di Salvo insegna all’Università degli Studi al Foro Italico di Roma e dirige il Dipartimento di Football Performance e Science all’Aspire Academy di Doha

 

Professor Di Salvo, il Qatar ha costruito vari impianti sportivi a Doha seguendo la linea dello sviluppo eco-sostenibile, in particolare per lo Stadio 974 che si trova nella capitale, il primo al mondo interamente smontabile. Ce ne può parlare?
Una delle soluzioni innovative che rappresenta la coscienza ecologica di questo paese si evidenzia proprio nella costruzione di questo impianto, lo “Stadio 974”, dove ben appare l’impegno sostenuto per la tutela dell’ambiente, tanto da essere definito come il giusto e necessario patto tra l’uomo e il pianeta. Il nome deriva dal numero dei container impiegati per costruirlo ed è anche è il prefisso internazionale del Qatar. Si trova vicino al Porto di Doha per sfruttare la ventilazione prodotta dalla brezza marina e limitare la richiesta del sistema di raffreddamento. È il primo stadio al mondo modulare, movibile e riutilizzabile dove, proprio per permettere un facile smontaggio, sono stati creati dei meccanismi speciali per la connessione e disconnessione garantendo così il riutilizzo di ogni elemento. Non a caso il “Global Sustainability Assessment System”, un sistema di valutazione per la sostenibilità delle infrastrutture in Medio oriente, l’ha premiato con cinque stelle su sei.

Come è stato costruito?
Sono stati utilizzati degli elementi modulari prefabbricati al fine di diminuire la produzione di rifiuti e il quantitativo di materiali da costruzione, arrivando a ridurre del 40% il consumo d’acqua rispetto agli stadi convenzionali. La sua struttura in acciaio riciclato è composta da ben 974 container riciclati e colorati oltre che da sedili tutti rimovibili: uno stadio rispettoso dell’ambiente ed ecosostenibile proprio in virtù del fatto che tutta la struttura può essere smontata e ricostruita in qualsiasi luogo. Oltre ad essere un’opera ingegneristica visivamente attraente, con i i suoi colori sgargianti e il design innovativo, questo stadio possiede 40mila posti a sedere ed è diventato un simbolo della sostenibilità proprio grazie a queste sue caratteristiche. Sarà accessibile utilizzando la linea Gold della Metropolitana costituita da treni progettati senza conducente e scendendo alla stazione di Ras Abu Aboud

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Road to 2022 (@roadto2022en)

 

Ci sono altre opere che guardano nella stessa direzione?
Questa ricca nazione ha effettivamente investito un ingente capitale in innovazioni tecnologiche ed ingegneristiche. Basti pensare a “Lusai City” che è considerata la città più eco al mondo, al 100% sostenibile con impatto zero, una vera oasi ecologica  nel deserto. Oppure all’“Eco Floating Hotel” interamente galleggiante con minima spesa di energia e zero sprechi, che grazie a dei propulsori ruota su se stessa convertendo l’energia dell’acqua in elettricità. Senza dimenticare le zone pedonali e i 67 chilometri di piste ciclabili che permettono di ridurre il traffico e l’inquinamento o l’innovativo e strategico metodo per la raccolta differenziata dei rifiuti che, con attraverso un nuovo sistema sotterraneo di tubi sottovuoto, vengono aspirati e trasportati fino all’impianto di raccolta.

Mielizia
Corso Sapereambiente 2026
Lifegrace guida
Mielizia
Resto sfuso

Agenda Verde

Librigreen

no title has been provided for this book

"Per una civiltà della Terra". La chiamata alla responsabilità di un destino comune

La policrisi del nostro tempo ci impone di interrogarci su possibili soluzioni che non possono prescindere da nuovi strumenti epistemologici – e

cover Sillabario della Terra

"Sillabario della Terra", l'importanza e la fragilità del suolo sotto i nostri piedi

È talmente presente nelle nostre vite che spesso neanche ci accorgiamo della sua presenza. Eppure, ogni nostro passo, sorso d’acqua e boccone di cibo

no title has been provided for this book

"Le vie dei sogni". La ricerca di senso, in verticale, dell’alpinismo

Che cosa spinge un essere umano a salire verso l’alto, quando tutto sembra già conosciuto, misurato, cartografato? Perché, dopo aver esplorato ogni or

Storia precedente

Nelle piazze, per una conferenza di pace. Intervista a Francesco Vignarca

Rachel Carson, ambientalista e biologa marina
Prossima storia

Rachel e i pettirossi. Danilo Selvaggi racconta il suo omaggio alla celebre naturalista

Leggi anche...