Alla Pineta Sacchetti di Roma, nei pressi della Casa del Parco. Un murale realizzato da Carlo Gori, nel quale racconta la storia di Vania Mancini e di “el sapo” Vania
Alla Pineta Sacchetti di Roma, nei pressi della Casa del Parco. Un murale realizzato da Carlo Gori, nel quale racconta la storia di Vania Mancini e di “el sapo” Vania

Narrazioni, arte e viandanze. A Roma torna “Alla fine della città”

Una rassegna multidisciplinare che prevede reportage fotografici e radiofonici, laboratori, proposte per esplorazioni/itinerari a piedi e a pedali, podcast di letture ad alta voce, consulte cittadine e incontri online, seminari di musica popolare e di movimento
11 Novembre, 2021
2 minuti di lettura

Accendere, creare, volare. Tre verbi, infiniti ma anche imperativi, per caratterizzare una rassegna, un festival, un appuntamento triennale. “Alla fine della città”, al suo secondo anno, é una rassegna del contemporaneo che racconta la città, tra metropoli e campagna, arte e scrittura, mappe interattive.

Il progetto triennale, arricchito dalla cronaca fotografica immediata (Polaroid) di Simona Filippini e raccontato nel radiodocumentario di Marzia Coronati, si svolge a Roma nel XIV Municipio, lungo la traiettoria che va da Valle Aurelia al borgo di Santa Maria Galeria. Questa edizione 2021 ha il suo fulcro nell’area di Casal del Marmo, tra agricoltura biologica, carcere minorile, scuola di base ed ex manicomio Santa Maria della Pietà, e traccia le tappe itineranti nelle aree verdi: Riserva naturale dell’Insugherata, giardini di Villa Mazzanti, ciclabile di Monte Mario.

 

 

“Alla fine della città” è un progetto, promosso da Roma Culture, vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020 – 2021 – 2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE. La rassegna gode inoltre del patrocinio di Ente Regionale Roma Natura. La manifestazione, iniziata il 5 novembre, proseguirà fino a domenica 21 novembre. Coniuga la mobilità sostenibile con le arti performative, il lavoro agricolo con la fatica dello sport, il gesto danzato con la vita di tutti i giorni.

Alla fine della Città vuole creare. Creare un gesto artistico, come nella danza: e Virgilio Sieni, attraverso esercizi e contatti con la natura esplora la tattilità come fonte sorgiva. Creare un gesto luminoso, come nel racconto su Marie Louise Fuller, a due voci (Rossella Battisti e Patrizia Hartman) e un corpo (Eva Paciulli), per ricreare i giochi di luce di una farfalla elettrica.

 

laboratorio "Tra la mano e la mano" condotto dal danzatore Virgilio Sieni nell'ambito della rassegna
Un momento del laboratorio “Tra la mano e la mano” condotto dal danzatore Virgilio Sieni nell’ambito della rassegna

Creare un gesto di protesta, o ribellione, o tifo, come quelli della curva, allo stadio, nel nome della propria squadra: con Fabrizio Parenti, attore e regista, e Marco Della Rocca, musicista, nell’Istituto Penale Casal del Marmo.

Creare un gesto sportivo, come Caterina Banti e Ruggero Tita, olimpionici a Tokyo 2020 nella vela, classe Nacra 17, primo equipaggio italiano con medaglia d’oro nella storia.

Creare un gesto musicale, come nel viaggio nella musica popolare, tra canti di lavoro e blues, canti di protesta e spiritual, con gli Scariolanti sulle strade percorse da Alan Lomax e Diego Carpitella negli anni Cinquanta.

 

seminario di musica popolare
Il seminario di musica popolare RADICI, a cura degli Scariolanti, che avrà luogo domenica 14 nell’ambito del Festival “Alla fine della città”

 

Creare un gesto viandante, come in un viaggio a piedi o in bicicletta, fra murales, valori ambientali e paesaggistici, e luoghi pieni di storie – parchi, ospedali, aziende agricole – oppure in una pedalata tra piste ciclabili e consulte cittadine sulla sicurezza stradale.

E ancora, creare gesti istantanei, come nei teatrini (Fernanda Pessolano), o volanti, come con gli aquiloni, o ludici, come nei giochi meccanici (Museo degli Automata), o scolastici, ove le scuole diventano teatri e palestre artistiche (Aurora Pica e Anna Paola Bacalov, Caterina Acampora e Benedetto Patruno).

Incontri e materiali sono sul sito associazioneticonzero.it e sulle Pagine FB Alla fine della città e Biblioteca della bicicletta Lucos Cozza. Le attività sono gratuite con prenotazione obbligatoria.

Per saperne di più: www.associazioneticonzero.it

Mielizia

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Anastasia Verrelli
Anastasia Verrelli
Anastasia Verrelli è giornalista e comunicatrice specializzata in ambiente e cultura, si occupa di divulgazione ambientale, identità territoriali e fenomeni culturali contemporanei.
Scrive con un approccio rigoroso e narrativo, unendo informazione e sensibilità verso i temi della sostenibilità. Parallelamente, opera come digital strategist, supportando enti e imprese nella costruzione di una comunicazione efficace e sostenibile.
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