Un digiuno a staffetta per denunciare l’approvazione di «un provvedimento che limita gravemente lo spazio civico, criminalizza il dissenso pacifico e mette a rischio diritti fondamentali di cittadine e cittadini». È l’iniziativa di a Buon Diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Cnca coordinamento nazionale comunità accoglienti, Forum Droghe, L’Altro Diritto, La Società della Ragione, Ristretti Orizzonti, contro il Decreto Sicurezza.
Digiunare contro le leggi ingiuste
Le associazioni hanno accolto l’invito lanciato da Don Ciotti lo scorso ottobre al termine dell’evento “Contromafiecorruzione”, ripreso in un’intervista su Avvenire, a digiunare contro le leggi ingiuste, e seguono l’iniziativa (cinque giorni di digiuno ad aprile) di Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e già garante dei detenuti in Toscana.
Senza requisiti di necessità e urgenza
Secondo le associazioni, il ricorso al decreto legge, avendo di fatto «impedito il regolare dibattito parlamentare su norme che cambieranno la vita democratica del paese è un atto di manifesta prepotenza istituzionale del governo. I contenuti del disegno di legge sicurezza sono transitati nel decreto legge senza modifiche sostanziali, se non in senso peggiorativo. Il decreto criminalizza il dissenso anche quando espresso in modo passivo e pacifico, nelle strade come in carcere e nei CPR». Tra i contenuti del Decreto, anche la reclusione di donne incinte o con figli piccoli negli Istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam), con la minaccia di separare i bambini dalle madri come sanzione disciplinare, la costruzione di nuovi reati con pene pesanti per fatti di rilevanza sociale (come l’occupazione di immobili), l’ampliamento dei poteri delle forze di sicurezza.
Le critiche delle Nazioni Unite
A metà aprile cinque esperti di diritti umani dell’Onu avevano chiesto al governo Meloni di ritirare il decreto, «preoccupati dal modo in cui il governo ha trasformato un disegno di legge in decreto legge e da come quest’ultimo è stato frettolosamente approvato dal Consiglio dei ministri, aggirando la discussione parlamentare e il dibattito pubblico». Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, per come è formulato adesso il Decreto sicurezza rappresenta una limitazione al diritto degli individui di riunirsi per manifestare e protestare.
Criminalizzazione del dissenso pacifico
Il linguaggio con cui è scritto, secondo gli esperti Onu lascia spazio a interpretazioni arbitrarie da parte delle autorità, che potrebbero dare luogo a indagini, processi e condanne severe nei confronti di persone che esercitano un diritto. Il Governo italiano, nel dicembre 2024, avrebbe già ricevuto moniti dall’Onu sul rischio di incoerenza con gli obblighi sui diritti umani sottoscritti dall’Italia in merito alla libertà di movimento, a un giusto processo, a non essere incarcerati ingiustamente.
L’obiettivo della mobilitazione
Le associazioni chiedono al Parlamento di non procedere alla conversione in legge. Il digiuno a staffetta, iniziato il 29 aprile, proseguirà fino al 30 maggio, giorno precedente la manifestazione nazionale a Roma.



















