Sono oltre 73.765 le specie documentate nell’ultima edizione della City Nature Challenge, svoltasi in 62 paesi in tutto il mondo. Alla gara amichevole di raccolta dati della biodiversità urbana nel nostro Paese hanno partecipato, predisponendo un progetto dedicato sulla piattaforma iNaturalist, 21 tra città e territori.
Di questi 18 erano coordinati dal network “Cluster Biodiversità Italia”. Enti e organizzazioni hanno organizzato eventi in loco, come escursioni in natura, attività di birdwatching, snorkeling. Molti altri cittadini e cittadine hanno partecipato in modo autonomo su tutto il territorio nazionale.

L’evento in Italia ha coinvolto più di 3.300 persone che hanno raccolto oltre 56.129 osservazioni naturalistiche e identificato ben 5.532 specie.
La specie più osservata nel mondo…
La specie più fotografata è stata il tarassaco comune (Taraxacum officinalis), conosciuto anche come dente di leone. Pianta erbacea perenne, era «considerato fin XVI secolo come un talismano magico» spiega Alessandra Flore, responsabile del dipartimento di Scienze naturali del Centro ricerche in scienze ambientali e biotecnologie (Cesab) e coordinatrice del Cluster Biodiversità Italia. «I suoi frutti maturi creano una piccola sfera lanosa, un soffione, che si dissolve al minimo soffio di vento, disperdendo suoi semi. Se lo trovate, soffiateci sopra ed esprimete un desiderio: si narra infatti che, se con un solo soffio tutti i semi volano via, il desiderio si avvererà».

… e in Italia
A livello italiano, tra le specie più documentate, si riconferma la cetionella (Oxythyrea funesta) un coleottero, che durante il volo emette un ronzio simile a quello della mosca, ed è in grado di compiere rapidi cambi di direzione. Altro coleottero molto fotografato in questa edizione, è stata la coccinella arlecchino (Harmonia axyridis), i cui colori possono variare dal giallo, all’arancione, al rosso. Specie aliena di origine asiatica, si nutre di afidi e cocciniglie, ed anche delle nostre coccinelle autoctone. Tra le specie di flora terrestre maggiormente osservate, risulta anche quest’anno l’euforbia arborea (Euphorbia dendroides), arbusto tipico della macchia mediterranea, mentre i ambiente marino tra le più fotografate incontriamo la Posidonia oceanica.
La Posidonia oceanica
Come ricorda Antonio Riontino, dottorando dell’Università degli Studi di Bari e coordinatore del Cluster Biodiversità Italia, la Posidonia «non è un’alga che crea sporcizia, ma una vera propria pianta marina endemica del Mar Mediterraneo, che oltre a proteggere le nostre spiagge dall’erosione è un buon indicatore dello stato di salute delle acque. Le praterie sottomarine che forma contribuiscono alla fotosintesi, e ospitano inoltre tantissime altre specie vegetali e animali, offrendo loro riparo e cibo».

Le città del Cluster Biodiversità Italia
Le diciotto città che hanno partecipato all’evento aderendo al Cluster, ciascuna supportata da un ente organizzatore, sono Trinitapoli (Casa di Ramsar APS), Manduria (Riserve naturali regionali orientate del litorale tarantino orientale), Leverano (Ecomuseo Terra D’Arneo), Milazzo (MuMa – Museo del Mare), Città Metropolitana di Messina (AssoCea Messina APS), Isola di Ustica, Palermo e Sciacca (Marevivo Sicilia ETS), Area Marina Protetta di Punta Campanella, Area Marina Protetta Regno di Nettuno, Portofino (Outdoor Portofino), Siena (Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici), Monte Pisano (Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa), Ferrara (Museo Civico di Storia naturale di Ferrara), Trento e Predazzo (Muse – Museo delle Scienze), Torino (Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino) e Bergamo (Museo Civico di Storia Naturale di Bergamo).
A Roma e Milazzo record di osservazioni e specie
Milazzo per il quarto anno ha raggiunto il più alto numero di osservazioni (7.724) e di specie identificate (1.409), seconda in Italia dietro la capitale. Tra le specie osservate a Milazzo, un esemplare curioso di granchio favollo (Eriphia verrucosa), tra i più robusti del Mar Mediterraneo, con corporatura robusta e chele potenti. 
Una rete sui territori
Alla raccolta dati hanno contribuito, con i propri gruppi locali, Wwf Italia, Wwf Young, Marevivo, Aigae (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche), e Afni (l’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani), tra i patrocinanti dell’evento. Le iniziative del Cluster Biodiversità Italia sono promosse e coordinate dal Cesab, Centro di ricerche in scienze ambientali e biotecnologie.


















