La notte del 4 ottobre un treno partito da Kiev e diretto al confine polacco si è trovato al centro di un attacco di eccezionale violenza di droni e missili russi. La notizia ha acquisito più rilevanza perché a bordo del treno si trovavano 110 attivisti pacifisti italiani. Queste persone tornavano dalla quattordicesima missione del Mean – Movimento europeo di azione nonviolenta in Ucraina.
Un Giubileo della Speranza in Ucraina
Il Mean è nato poco dopo l’invasione russa. Fondato da Angelo Moretti, Riccardo Bonacina, Marco Bentivogli e Marianella Sclavi, il movimento organizza le proprie azioni basandosi sull’idea che la pace si realizza dal basso, attraverso l’azione di persone comuni e della società civile.
Tra gli attivisti sul treno, infatti, c’erano cittadini e cittadine, membri di movimenti e associazioni tra cui Agesci, Acli, Masci, Azione Cattolica, Progetto Sud, Sale della Terra, Base Italia, e poi sindaci, assessori e consiglieri comunali. Erano le ultime ore del Giubileo della Speranza in Ucraina, programmato dal 1° al 5 ottobre.
Incontri con la società civile
Gli attivisti hanno realizzato per mesi incontri online con la società civile ucraina per costruire progetti su quelle che sono le loro reali necessità. Un dialogo che a ottobre è proseguito dal vivo. A Kharkiv hanno incontrato il vertice dell’Università, in parte distrutta da oltre 24 attacchi ma ancora attiva. A Kyiv, nella Cattedrale Sant’Alessandro, hanno parlato con donne che si occupano di giustizia riparativa e di anticorruzione. Hanno continuato a creare gemellaggi tra sindaci italiani e ucraini.
Una richiesta all’Europa
Le missioni intendono dar vita a connessioni che possano frapporsi alle due parti in lotta, che riescano in qualche modo a erodere lo spazio della violenza. Con una proposta politica ben precisa, come hanno scritto i portavoce al rientro in Italia: «Con gli ucraini, e dall’Ucraina, il Mean chiede all’Europa di essere accanto agli ucraini fino a quando sarà necessario e di istituire ed inviare i Corpi Civili di Pace».
In marcia
In queste ore gli attivisti del Mean sono tra le decine di migliaia di partecipanti attesi alla Marcia PerugiAssisi della Pace e della Fraternità. L’evento coinvolge 512 associazioni, 265 enti locali tra Comuni, Province e Regioni, più di 10mila studenti da 196 scuole, ma anche delegazioni universitarie, gruppi religiosi e organizzazioni della società civile provenienti da 35 Paesi. Un percorso che, scrivono gli organizzatori, è
“un viaggio collettivo verso una società che scelga la cura al posto dell’indifferenza, la cooperazione al posto del conflitto”.



















