Il raduno in Piazza degli Ostaggi, a Tel Aviv, in attesa del rilascio da parte di Hamas
Il raduno in Piazza degli Ostaggi, a Tel Aviv, in attesa del rilascio da parte di Hamas. Foto: Sara Lemel/dpa

Israele, il rilascio degli ostaggi è iniziato. E Trump vola dalle famiglie

Diciassette civili e tre soldati, oltre a 28 corpi. In corso la prima fase dello scambio, come prevede il piano di pace. Nel frattempo il presidente Usa arriva a Tel Aviv, prima di recarsi in Egitto per le fasi successive dell'accordo
13 Ottobre, 2025
1 minuto di lettura

Diciassette civili e tre soldati. Insieme a loro, i corpi senza vita di altri 28 ostaggi. Sono quelli che Hamas sta consegnando alla Croce Rossa nel punto d’incontro a Deir al-Balah, dentro la Striscia di Gaza. È un momento cruciale nella proposta di pace avanzata da Trump, che ha già portato al cessate il fuoco in Palestina: dopo il rilascio, Israele dovrebbe iniziare la liberazione dei prigionieri palestinesi, 250 persone condannate all’ergastolo e 1.700 detenute dopo l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, comprese tutte le donne e i bambini.

Rilascio in due fasi

La prima fase del rilascio è in corso e l’ala militare di Hamas ha diffuso l’elenco delle 20 persone che saranno rilasciate oggi: Bar Kuperstein, Eviatar David, Yosef Haim Ohana, Segev Kalfon, Avitan Or, Elkana Buchbot, Maxim Harkin, Nimrod Cohen, Matan Tsengauker, David Cuneo, Eitan Horn, Matan Engerst, Eitan Mor, Gali Berman, Ziv Berman, Omri Miran, Alon Ohel, Guy Gilboa-Dalal, Rom Breslavsky e Ariel Cune.

Famiglie in attesa

Ad attenderli ci sono innanzitutto le loro famiglie, accolte in una struttura militare a Re’im, nel sud di Israele. Ma in molti si sono riuniti nella Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv, dove durante gli ultimi due anni erano state organizzate proteste e presìdi per chiedere la fine della guerra nella Striscia e il rilascio.

Trump in viaggio

Nel frattempo Donald Trump è in viaggio verso Israele, dovrebbe incontrare le famiglie degli ostaggi e intervenire nella Knesset, prima di recarsi in Egitto per partecipare alla trattativa sulle fasi successive dell’accordo.

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