Ogni anno tonnellate di dispositivi pirotecnici arrivano a fine vita senza che ce ne rendiamo conto. Non si tratta soltanto di fuochi artificiali: la pirotecnica è presente in molti oggetti e settori della vita quotidiana, dalla nautica alle ferrovie, dall’industria agli impieghi agricoli, fino a dispositivi domestici e di sicurezza. Anche sistemi come gli airbag delle automobili o alcuni antifurto con fumogeni utilizzano componenti pirotecniche.
Quando questi prodotti scadono o vengono sequestrati, diventano rifiuti potenzialmente esplosivi che richiedono una gestione specializzata, nella quale si intrecciano tutela ambientale e sicurezza pubblica.
Il riconoscimento del Mase
In questo contesto il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha riconosciuto ufficialmente il CoGePir, il Consorzio Gestione Pirotecnici, come sistema nazionale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti pirotecnici. Il passaggio è stato formalizzato con il decreto ministeriale 2 febbraio 2026 n. 32, che trasforma il consorzio da organismo volontario a soggetto di diritto privato con funzioni pubbliche. Il CoGePir è oggi l’unico sistema in Italia dedicato alla gestione degli articoli pirotecnici quando diventano rifiuti esplodenti, ad esempio per scadenza naturale oppure a seguito di sequestri effettuati dalle Forze dell’Ordine e successivo ordine di distruzione da parte dell’Autorità giudiziaria.
Doppio quadro normativo
Il consorzio è stato costituito dai principali produttori e importatori del settore per adempiere agli obblighi previsti dal decreto interministeriale 12 maggio 2016 n. 101. La particolarità di questo comparto è quella di essere sottoposto contemporaneamente a due normative primarie: il Testo unico ambientale (Tua) e il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps).
Un doppio quadro normativo che richiede competenze tecniche, autorizzazioni specifiche e una filiera strutturata capace di garantire legalità, sicurezza e tutela ambientale. L’adesione al sistema CoGePir è obbligatoria per tutti i produttori e gli importatori che immettono articoli pirotecnici sul mercato italiano. Una condizione necessaria per assicurare la tracciabilità dei prodotti e la loro corretta gestione a fine vita.
Le tonnellate gestite nel 2025
I dati più recenti indicano una crescita delle attività di raccolta e smaltimento. Nel 2025 il CoGePir ha gestito 51.426 chilogrammi di dispositivi pirotecnici giunti a fine vita, in aumento rispetto ai 48.745 chilogrammi del 2024 e ai 39.943 chilogrammi del 2023. La gestione riguarda prodotti utilizzati nei settori nautico, ferroviario, professionale, della sicurezza e degli spettacoli, la cui dismissione non può avvenire attraverso i canali ordinari dei rifiuti. Il sistema consortile garantisce una filiera strutturata che comprende raccolta controllata, trasporto autorizzato, depositi esplosivi certificati e distruzione in impianti specializzati.
Il ruolo nella sicurezza pubblica
Oltre alla gestione dei rifiuti a fine vita, il consorzio interviene anche per i materiali pirotecnici sequestrati dalle autorità. Solo nel 2025 le Forze dell’Ordine hanno sequestrato e affidato al CoGePir oltre 9.265 chilogrammi di dispositivi, mentre nei primi mesi del 2026 sono già stati presi in carico 5.946 chilogrammi. Per garantire una gestione sicura di questi materiali, il consorzio ha reso disponibile almeno un deposito di esplosivi per ogni regione italiana, assicurando una catena di custodia, deposito e distruzione controllata.

Il riconoscimento del Mase rafforza quindi il ruolo del CoGePir come strumento per la gestione ambientale dei rifiuti pirotecnici, ma anche come presidio a supporto della sicurezza pubblica.



















