Una martora "catturata" dalle fototrappole
Una martora "catturata" dalle fototrappole. Foto: parco-maremma.it

Fiume Ombrone, un monitoraggio rivela la biodiversità anche fuori dall’area protetta

Una ricca fauna selvatica, habitat e corridoi ecologici. Sono i dati emersi dai primi sei mesi di un’indagine avviata dal Parco della Maremma, realizzata con Università di Siena e Cnr-Iret
14 Marzo, 2026
1 minuto di lettura

Caprioli, cinghiali, tassi, lupi, istrici, volpi, lepri, e ancora, gatti selvatici, ricci, nutrie, martore, faine, scoiattoli, ratti, topi e persino donnole. Sono queste le specie censite grazie alle immagini di 14 fototrappole nei primi sei mesi del monitoraggio dei meso-grandi mammiferi, lungo il fiume Ombrone in Toscana.

I rilevamenti della fauna selvatica sono stati, in sei mesi, oltre 3.200.

Una foce da scoprire

Il progetto, avviato nel luglio 2025 dal Parco della Maremma con il progetto Pnrr Marnat, è continuato in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena e Cnr-Iret. La ricerca ha l’obiettivo di conoscere meglio l’area dalla foce dell’Ombrone fino alla Steccaia, nel comune di Grosseto.

LEGGI ANCHE >
A Bressanone abbattuto il bosco ripariale, habitat di 64 specie d'uccelli

Fino ad oggi poco studiata, l’area comprende sia postazioni all’interno dell’area protetta del Parco della Maremma che all’esterno, in una zona interessata dal progetto di espansione del Parco.

Le funzioni ecologiche della zona

L’area della golena e soprattutto quella boscata vicino al fiume fanno sia da habitat, ricco di acqua, di vegetazione e di riparo soprattutto per mammiferi e uccelli, che da corridoio ecologico. Ovvero svolgono da collegamento di luoghi anche distanti, che consente le migrazioni o le dispersioni, con cui alcuni esemplari cambiano il loro areale di vita.

LEGGI ANCHE >
Helmikuu, quando la Luna illumina l'inverno del Nord

Sebbene i dati siano ancora parziali, proprio le aree esterne al parco registrano un maggior numero di passaggi faunistici (2.561 avvistamenti) rispetto a quelle interne (723).

Lo studio continua

Per il presidente del Parco della Maremma Simone Rusci l’obiettivo è «valutare l’uso del territorio e la distribuzione delle specie, in aree con differenti livelli di protezione. La prosecuzione dello studio consentirà di delineare un quadro più completo dell’uso dell’habitat fluviale da parte dei meso-grandi mammiferi e di fornire dati utili per la gestione e la conservazione della fauna lungo l’asta del fiume».

«Ai fini della gestione dell’area, anche quando il progetto di ampliamento del Parco diventerà realtà».

Mielizia

Saperenetwork è...

Anastasia Verrelli
Anastasia Verrelli
Anastasia Verrelli è giornalista e comunicatrice specializzata in ambiente e cultura, si occupa di divulgazione ambientale, identità territoriali e fenomeni culturali contemporanei.
Scrive con un approccio rigoroso e narrativo, unendo informazione e sensibilità verso i temi della sostenibilità. Parallelamente, opera come digital strategist, supportando enti e imprese nella costruzione di una comunicazione efficace e sostenibile.
Corso Sapereambiente 2026
Lifegrace guida
Mielizia
Resto sfuso

Agenda Verde

Librigreen

no title has been provided for this book

Tempo di ritorno, nel racconto di tre generazioni l'inizio della crisi climatica

Forse uno dei metodi più efficaci per raccontare la crisi climatica è quello di assumere il particolare come punto di osservazione privilegiato, di ri

no title has been provided for this book

Kaos. Dialogo filosofico sull'anatomia di un mondo in transizione

In un’epoca priva di bussola, Kaos (Il Mulino, 2026) si impone come un dialogo filosofico di rara intensità, volto a decifrare le fratture del present

no title has been provided for this book

“La grande avventura dei Gugulù”: un racconto per salvare il mondo dalla plastica

Il mondo dei Gugulù è fatto di plastica e i suoi abitanti alla plastica ci sono abituati. Anzi, a loro la plastica piace molto e non possono proprio f

Più letti

Dante
Storia precedente

Dantedì, a Perugia il Sommo Poeta in una prospettiva transmediale

Rifiuti pirotecnici
Prossima storia

Rifiuti pirotecnici, il Mase riconosce il sistema nazionale CoGePir per la raccolta