A Bressanone abbattuto il bosco ripariale, habitat di 64 specie d’uccelli

Ultima oasi di verde e di biodiversità all'interno della zona industriale, l'area è stata disboscata ieri per edificare un capannone, nonostante gli allarmi lanciati dagli ambientalisti e mobilitazioni della cittadinanza sin dal 2019
07/03/2026
1 minuto di lettura

Aironi, chirotteri, picchio rosso minore, sono solo alcune delle specie che erano accolte da un’area del bosco di Bressanone, ricca di biodiversità, i cui alberi sono stati abbattuti venerdì 6 marzo. Secondo il Wwf del Trentino Alto Adige, si trattava dell’ «ultimo grande bosco golenale dell’intera Valle Isarco».

Con alberi alti fino a 40 metri, tronchi fino a 4,5 metri di circonferenza e un’età che raggiunge i 100 anni.

La vendita dell’area protetta

L’area era da anni circondata, su tre lati, dalla zona industriale. Secondo il comunicato del Wwf, nel 2019 «due ettari di foresta e 7000 metri quadri di prato, di proprietà dell’Istituto Vescovile Vinzentinum e classificata come area di protezione delle acque e bosco ripariale, è stata ceduta alla Progress Holding AG. Tutte le parti coinvolte nella compravendita sapevano che l’area (…) doveva essere riclassificata per essere resa edificabile».

La Nature Restoration Law disattesa

Il comunicato del Wwf racconta che, nonostante la mobilitazione della popolazione il Comune di Bressanone è andato avanti: e la stessa Commissione provinciale per il territorio e il paesaggio, pur riconoscendo che il progetto non poteva essere valutato positivamente perché il bosco ripariale è habitat protetto, ai sensi della Nature Restoration Law e di una Legge provinciale (n. 6/2010), lo ha comunque approvato.

La compensazione ambientale non restituisce gli habitat

64 specie di uccelli, di cui 29 nidificanti e sette inserite nella Lista Rossa degli animali in pericolo, sette specie di chirotteri e tre di rettili dimoravano o fruivano dell’area. I circa 17.000 m² di terreno coltivato a frutteto e arativi che saranno “restituiti alla natura” non valgono, sottolinea il Wwf, i 9000 m² di bosco centenario e i 7000 m² di prato andati distrutti:

un ecosistema ricco e complesso sacrificato «in nome di scelte imprenditoriali e amministrative discutibili».

 

Mielizia

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Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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