Dal 18 al 22 maggio 2026 l’Italia ospiterà il terzo Forum Mondiale dei Giovani Mab (Man and the Biosphere ) Unesco, la più grande rete internazionale dedicata alla tutela degli ecosistemi e allo sviluppo sostenibile; ragazze e ragazzi di 140 Paesi insieme per confrontarsi sul presente e sul futuro della loro terra. «Vogliamo tradurre in impegni concreti il contributo che i giovani possono portare ai singoli territori delle Riserve della Biosfera» spiega Ludovica Ramella, referente nazionale dei Giovani Mab e coordinatrice della Riserva Biosfera Po Grande.

«E proprio in questa direzione il Forum rappresenta un passaggio decisivo per il gruppo italiano».
Tra Colli Euganei e Delta del Po, il confronto globale
I morbidi profili dei Colli Euganei e il Delta del Po, faranno da cornice all’evento, un luogo dove natura, cultura e comunità convivono da secoli.
L’obiettivo è ambizioso: costruire una roadmap globale per il periodo 2026-2035, elaborare una Dichiarazione MabYouth e proporre strumenti concreti per integrare i giovani nella governance ufficiale del Programma Mab Unesco.
Ogni paese contribuirà con le proprie idee che dialogheranno poi con il nuovo Piano d’Azione Strategico di Hangzhou e con gli obiettivi mondiali sulla biodiversità definiti a Kunming-Montreal.
Giovani protagonisti della governance ambientale
Per anni i giovani sono stati raccontati come “il futuro” del pianeta, ma il futuro non può sempre attendere e ora i ragazzi sono parte attiva del presente. È questa la chiave che emerge dal Forum Unesco: la nascita di una governance ambientale partecipata, in cui gli under 35 siedono ai tavoli decisionali delle Riserve della Biosfera, contribuiscono alla ricerca scientifica e lavorano alla costruzione di economie locali più resilienti.
La Carta dei Giovani Mab Italia
Con il lancio della rete “Generazione Mab”, l’Italia ha scelto di trasformare il coinvolgimento giovanile in un impegno strutturale che trova forma nella Carta dei Giovani Mab Italia, fondata su tre pilastri:
• dialogo tra scienza e comunità locali,
• partecipazione reale alla gestione delle Riserve
• monitoraggio e Citizen Science: promozione di progetti di agricoltura rigenerativa e monitoraggio partecipato.
«Possiamo essere fieri – sottolinea Ramella– di aver lavorato a una Carta che rappresenta noi e i nostri obiettivi, la Carta nazionale è la nostra guida per attuare concretamente obiettivi che attraversano tutto il Piano Strategico di Hangzhou, il riferimento che guiderà le Riserve MAB UNESCO del mondo nel prossimo decennio».
Le Riserve della Biosfera, laboratori per il pianeta
Il Programma Mab Unesco , nato nel 1971, costituisce oggi una delle più importanti reti internazionali dedicate alla conservazione della biodiversità e allo sviluppo sostenibile. La rete comprende 784 Riserve della Biosfera distribuite in 142 paesi. Sono territori in cui si cerca un equilibrio possibile tra conservazione della natura, sviluppo economico e qualità della vita. Un sistema globale che coinvolge oltre 300 milioni di persone e che rappresenta una delle reti più importanti per affrontare la crisi climatica e la perdita di biodiversità.
Comunità e territori al centro della sostenibilità
L’Italia, con le sue ventuno Riserve della Biosfera UNESCO, è tra i Paesi più attivi del network internazionale, non solo per il numero dei siti riconosciuti ma per la capacità di trasformarli in luoghi di sperimentazione concreta. Ed è proprio questo il valore del Forum, mostrare che la sostenibilità non è uno slogan ma un processo quotidiano fatto di ricerca, ascolto dei territori, educazione ambientale e coinvolgimento diretto delle comunità.
Mentre il dibattito pubblico continua a descrivere le nuove generazioni come disilluse, migliaia di ragazze e ragazzi nel mondo stanno costruendo reti, monitorando ecosistemi, facendo ricerca e creando nuove forme di partecipazione civica.
«Obiettivi ambiziosi e di medio e lungo termine – conclude Ludovica Ramella – non possono essere raggiunti senza il coinvolgimento delle nuove generazioni».

















