Arte, design sostenibile, responsabilità ambientale. Sono i tre focus di Ambientarti, la mostra collettiva internazionale organizzata a Milano da Art Space in occasione della della Milano Design Week. Alla VII edizione, l’esposizione si tiene dal 20 al 25 aprile (Opening martedì 21 ore 18) presso la Galleria iKonica (va Nicola Antonio Porpora, 16/A).
Obiettivo: immaginare e promuovere nuove forme di arte consapevole.
Linguaggi originali multipli
Ambientarti riunisce opere di artisti di tutto il mondo: Argentina, Brasile, Bosnia-Erzegovina, Cile, Cina, Cipro, Francia, Germania, Islanda, Italia, Messico, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Romania, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Turchia, Venezuela e Uzbekistan.
E discipline differenti: pittura, scultura, grafica, mosaico, ricamo artistico a mano, oggetti di design e performance dal vivo. Nel palinsesto diffuso della Design Week milanese, Ambientarti rafforza il legame tra visione artistica, progetto, materiali e cultura del contemporaneo.
Parlare a pubblici diversi
«L’obiettivo oggi non è soltanto esporre delle opere, ma fare da ponte tra le opere e il grande pubblico» spiega Elisabetta Roncati, divulgatrice culturale, fondatrice del progetto @artnomadmilan. «Credo profondamente in un’arte che sappia creare connessioni, attivare domande, generare prossimità. Ambientarti nasce proprio come luogo in cui la ricerca artistica incontra la possibilità concreta di essere compresa, vissuta e condivisa».

Creatività e sensibilità ambientale
Il percorso espositivo è pensato per restituire la pluralità della ricerca contemporanea. Il risultato, infatti, : uno sguardo contemporaneo sul rapporto tra creatività e responsabilità. A caratterizzare questa edizione è anche una precisa volontà divulgativa: rendere l’arte contemporanea più accessibile senza rinunciare alla profondità dei contenuti.
Arte dalla rigenerazione
Tra le opere esposte, Aurora dita di rosa, inedito del progetto Telling Roses che unisce arte tessile, moda simbolica e ricerca sostenibile. Aurora dita di rosa è un abito in pura seta ottenuto attraverso la rigenerazione di un capo di seconda mano e trasformato tramite un ricamo artistico originale ideato da Maria Scuto e realizzato dall’artista Bruna Manera. La pratica dell’upcycling unita all’antica arte del ricamo per incarnare una moda consapevole, in cui il gesto artigianale si fa atto poetico e politico.

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