I racconti dell’acqua. Al Castello Roero di Monticello d’Alba la mostra di Cracking Art

Fino al 2 agosto, uno dei complessi fortificati meglio conservati del Piemonte ospita le installazioni in plastica riciclata del collettivo artistico internazionale e un percorso esperienziale per informare e sensibilizzare al tema dell'acqua e della sostenibilità ambientale
06/07/2026
2 minuti di lettura

Sette secoli di storia incontrano l’arte contemporanea nel parco del Castello di Monticello d’Alba (Cn). Nell’anno in cui la dimora dei Conti Roero celebra i 650 anni di appartenenza alla stessa famiglia, il giardino storico accoglie, fino al 2 agosto, “I racconti dell’acqua. Sculture nel paesaggio tra natura e artificio”.

statue di delfini rossi
Foto: Marina Maffei

La mostra del collettivo internazionale Cracking Art popola laghetti, vasche e prati con 68 coloratissime sculture di animali realizzate in plastica rigenerata.

Architettura medievale e arte contemporanea

Allestita nel parco storico del maniero, la mostra curata da Carla Testore e promossa dall’Associazione Castello di Monticello con il sostegno della Fondazione CRC e il contributo di Banca d’Alba, ha inaugurato il programma di celebrazioni dedicato a questo traguardo, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire uno dei complessi fortificati meglio conservati del Piemonte. L’edificio mantiene ancora la sua caratteristica pianta quadrilatera, le merlature medievali e le tre torri – quadrata, rotonda e ottagonale – che ne definiscono il profilo inconfondibile tra le colline del Roero, territorio riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Castello Roero di Monticello d’Alba (CN)

Acqua, natura, essere umano

Protagonista della mostra è l’acqua, elemento che lega il progetto artistico alla storia del luogo. Rane, tartarughe, pinguini, delfini, oche selvatiche, chiocciole, suricati e un grande elefante si distribuiscono tra vasche e specchi d’acqua del romantico parco all’inglese, progettato nel 1827 dal paesaggista prussiano Xavier Kurten. Le opere, caratterizzate da dimensioni fuori scala e da colori brillanti, dialogano con il paesaggio e invitano a riflettere sul rapporto tra uomo e natura.

Riciclo e rigenerazione

Il tema dell’acqua non è stato scelto casualmente. Simbolo di rinascita, trasformazione e connessione tra gli esseri viventi, richiama infatti il concetto di rigenerazione che è alla base della ricerca artistica di Cracking Art, collettivo fondato nel 1993 a Biella e noto a livello internazionale per l’utilizzo pionieristico della plastica riciclata come materiale espressivo.

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Il nome stesso del gruppo deriva dal termine inglese “to crack”, rompere, e richiama il processo chimico di trasformazione del petrolio in plastica: una metafora della continua trasformazione della materia e del rapporto sempre più stretto tra naturale e artificiale.

Sostenibilità ripristinata

La mostra valorizza inoltre il recente recupero del parco storico, interessato da un importante intervento finanziato attraverso il Pnrr nell’ambito del programma dedicato ai parchi e giardini storici. Il progetto ha consentito di ripristinare il disegno originario immaginato da Kurten, recuperare gli ecosistemi presenti e riportare in funzione lo storico sistema di raccolta delle acque piovane, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e garantire una gestione più sostenibile dell’area verde.

Foto: Marina Maffei

Le iniziative di sensibilizzazione

Arte, natura, educazione e sensibilizzazione ambientale si intrecciano nella mostra, affiancata da un percorso esperienziale pensato per tutte le età, che si sviluppa attorno alle sculture e che accompagna i visitatori alla scoperta di alcuni temi chiave del progetto. L’itinerario comprende alcune stazioni informative dedicate alla biodiversità del parco, alla ricerca artistica della Cracking Art, al ciclo dell’acqua e alla sostenibilità ambientale. La mostra è visitabile a pagamento fino al 2 agosto, dal mercoledì alla domenica in orario 10-12,30 e 14,30-18. Nel periodo di apertura è inoltre previsto un programma di attività e laboratori didattici per famiglie, dedicati ai temi dell’acqua e dell’ambiente.

Per saperne di più

roerodimonticello.it

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Marina Maffei
Marina Maffei
Giornalista e cacciatrice di storie, ha fatto delle sue passioni il suo mestiere. Scrive dai tempi del liceo. Lì è nata una scintilla che l’ha accompagnata durante l’università, mentre frequentava la facoltà di Giurisprudenza, e negli anni successivi, fino a quando ha deciso di fare del giornalismo un lavoro a tempo pieno. La curiosità è la sua bussola ed oggi punta sui nuovi processi di comunicazione. Responsabile dell’ufficio stampa di una prestigiosa orchestra torinese, l’OFT, scrive come freelance per alcune testate, tra cui La Stampa e Sapereambiente.
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