Da un terreno confiscato alla criminalità organizzata può nascere molto più di un’azienda agricola. Può prendere forma un luogo in cui agricoltura, cultura, ricerca e partecipazione si incontrano per sperimentare nuovi modi di vivere il territorio. È questo lo spirito di Manifesto SuperCamp, il micro festival artistico e agroecologico organizzato dalla cooperativa sociale Qualcosa di Diverso attraverso XFarm Agricoltura Prossima, il progetto che dal 2020 gestisce cinquanta ettari restituiti alla collettività a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi.
Dal 30 giugno al 4 luglio il festival propone cinque giornate di incontri, laboratori, spettacoli e momenti di confronto dedicati al tema delle sementi, considerate non soltanto patrimonio agricolo, ma simbolo di relazioni, conoscenze e possibilità di cambiamento.
Il titolo dell’edizione, SéMenti, richiama infatti la pluralità di significati racchiusi in un seme: origine, memoria, biodiversità, comunità e futuro.
Le sementi come chiave per leggere il presente
Attraverso il filo conduttore delle sementi il programma affronta alcuni dei temi più urgenti della contemporaneità: sistemi alimentari, beni comuni, cambiamento climatico, colonizzazione, valorizzazione delle conoscenze scientifiche e locali, rapporto tra corpo e spazio, immaginazione, lavoro, comunità e territori. L’evento invita così a riflettere sulla profonda interazione tra società ed ecosistemi, proponendo un’esperienza immersiva che unisce formazione, ricerca e produzione culturale. Manifesto SuperCamp è infatti molto più di un festival. È un’esperienza di coabitazione e co-creazione, nella quale chi lo desidera può campeggiare all’interno dell’azienda agricola e partecipare all’intero programma, vivendo gli spazi come una comunità temporanea.

Residenze e formazione agroecologica
Le giornate iniziano con lnSito_LeResidenze, tre percorsi dedicati all’abitare lo spazio, il corpo e l’immaginazione, curati rispettivamente dal Lan Laboratorio Architetture Naturali di Bari, dal collettivo Looking for a NEST e dalla regista Paola Di Mitri. Nel pomeriggio prendono il via i LaboratoriALI, workshop aperti a tutte le età dedicati alla creatività, alla manualità e all’espressione personale, realizzati insieme a Gramigna, APS I Portatori di Gioia, Deafal ETS, Guendalina Ravazzoni e NATworking. A questi si affianca il ciclo INFORMAazione, dedicato al suolo, alle sementi e all’agroforestazione, con gli interventi di Angelo Giordano e Antonio Di Giorgio.
Dialogo, teatro, cinema e musica
Le serate sono tutte a ingresso libero e gratuito e alternano momenti di approfondimento e spettacolo. Le tavole rotonde, organizzate insieme ad Associazione Terra! e Libera Contro le Mafie, affrontano temi come le case delle sementi, le politiche del cibo, i sistemi alimentari sostenibili, il lavoro agricolo e i diritti.
Accanto agli incontri trovano spazio le testimonianze di autori e attivisti, gli spettacoli del Teatro la Luna nel Pozzo, il cinema all’aperto con la proiezione del documentario Il castello indistruttibile e un ricco programma musicale curato dalla World Music Academy, con artisti come Agostino Quaranta, Davide Ambrogio, Mondocane e il progetto Folktronica, che mette in dialogo le radici del Mediterraneo con i linguaggi della contemporaneità.
Un bene confiscato che genera valore sociale
Con il sostegno della Fondazione Moleskine, attraverso il Creativity Pioneers Fund, e del programma Healthy Food for Healthy Planet, Manifesto SuperCamp conferma la propria vocazione a trasformare un bene confiscato in un laboratorio permanente di innovazione sociale, educazione e sostenibilità. L’iniziativa dimostra come la rigenerazione dei territori possa nascere dall’incontro tra agricoltura, cultura e partecipazione.

Facendo delle sementi non soltanto un patrimonio da custodire, ma il punto di partenza per costruire comunità più consapevoli e un nuovo rapporto tra persone, ambiente e territorio.



















