I primi firmatari presso l'anagrafe del borgo di Morino Vecchio (Foto: Sapereambiente)

Cittadini onorari cercasi per rigenerare Morino Vecchio

Il borgo in provincia dell'Aquila, abbandonato da oltre cento anni, al centro di un progetto partecipato che intende trasformarlo in un polo culturale. Nel frattempo, con il festival "Ambient'arti nelle Terre dei Marsi" gli eventi proseguono fino a settembre
2 Agosto, 2023
3 minuti di lettura

Una “rigenerazione viva, creativa e collettiva”. È questa l’idea che coinvolge il borgo di Morino Vecchio, in provincia dell’Aquila, alle porte della Riserva Naturale di Zompo lo Schioppo. Abbandonato dai residenti dopo essere stato distrutto dal drammatico terremoto che colpì la Marsica nel 1915, negli ultimi decenni è stato animato da varie iniziative culturali e di recupero, promosse dal desiderio della comunità locale di dargli nuova vita. In questo ultimo week end di luglio, ad esempio, i muri antichi, il campanile e la ex piazza centrale, immersi nel verde della Riserva, sono stati scenario della terza edizione del Festival “Ambient’Arti nelle Terre dei Marsi”, organizzato dalla Dmc Marsica, che propone teatro, presentazioni di libri, degustazioni, iniziative di fitness, mostre e performance musicali fino a settembre nelle tre valli della zona, vale a dire Valle Roveto, Vallelonga e Valle del Giovenco (vedi qui il programma) .

Il percorso di rigenerazione

«Ogni anno, da dodici anni – spiega il sindaco del Comune di Morino, Roberto D’Amico –  più di cento volontari si dedicano alla cura e al mantenimento degli spazi del borgo, che si trova sul percorso della Riserva Naturale di Zompo lo Schioppo, frequentato da circa 25.000 persone all’anno. Pensando a questi turisti sono nati molti progetti, come ad esempio il percorso della lavanda». E aggiunge:

Il sindaco di Morino Roberto d’Amico, con un certificato di iscrizione all’anagrafe onoraria di Morino Vecchio (Foto: Peperinotto Film)

 

«Vogliamo istituire una comunità di cittadini onorari e volontari, rianimatori del borgo a partire da tutti coloro che da anni sono impegnati nella sua cura»

In principio fu l’Agenda 21

L’idea di ri-abitare Morino Vecchio ha trovato un primo strumento di realizzazione grazie al programma di Agenda 21 Europa, nel 2003. Sono state avviate azioni come la salvaguardia del campanile, un progetto di Piano di recupero del borgo e diversi interventi sviluppati grazie al generoso impegno di molti volontari, proseguito negli anni successivi. Agenda 21 ha permesso anche di creare il primo “album di famiglia del paese” realizzato in Italia sulla base dei racconti scritti dai bambini e dei ritratti fotografici degli abitanti del Comune di Morino, raccolte nel 2007 nel volume “La natura della gente”, a cura della fotografa e designer Gabriella Monaco. E ancora, iniziative di teatro a partecipazione popolare hanno inoltre permesso di ritessere e dare voce a storie, memorie e cultura condivisa. Un lungo percorso di idee e progetti, insomma, che ha ricevuto importanti premi e menzioni di rilevanza nazionale tra cui il premio “Montagne sostenibili” (Dipartimento della Funzione Pubblica, Uncem, Coordinamento AG21 Italiane e Formez), il premio “Cultura di Gestione” di Federculture e il premio “Naturalmente Accessibile” di Enel, Fai e Federparchi.

 

Un momento di “Cartoline della memoria”, lo spettacolo del Teatro Lanciavicchio fra i ruderi di Morino Vecchio

Reinventare gli spazi, tra storia, arte e natura

Con la recente aggiudicazione al Comune di Morino del bando nazionale per dottorati di ricerca in Aree Interne Snai, in convenzione con il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano, si è aperto poi un nuovo scenario di collaborazione culturale per il progetto di rigenerazione, spiega ancora D’Amico: «Partendo da ciascun resto dell’antico borgo i giovani architetti hanno immaginato delle aree dedicate a diverse iniziative artistiche e culturali. L’idea è di reinventare Morino Vecchio, rendendolo un vero e proprio polo culturale». Ci sono ruderi di straordinaria bellezza e ricchi di storia, come le botti fatte a sassi, o il forno comunale, che raccontano una vita da ricordare.

 

Un’anagrafe dei cittadini ideali

Lo scorso anno, inoltre, il comune ha presentato un progetto per il bando Borghi del Pnrr, in cordata con Civita D’Antino e San Vincenzo Valle Roveto, per creare un nuovo radicamento sociale in questo territorio dalle molte potenzialità. E adesso, in occasione del festival, è nata una vera e propria anagrafe dei cittadini onorari di Morino Vecchio: «Una comunità ideale ma allo stesso tempo concreta – aggiunge il sindaco – che metta insieme braccia, saperi e conoscenza, per fare di Morino Vecchio un punto di riferimento culturale, di vita vissuta e di esperienza quotidiana, che possa diventare un esperimento esemplare e di riferimento per tutti i paesi e i territori interni dell’Appennino».

 

Morino Vecchio (Foto: Peperonitto Film)

E anche Sapereambiente ha sottoscritto la domanda di cittadinanza a Morino Vecchio con l’obiettivo di portare il proprio contributo a questo esperimento di progettazione partecipata  nel segno della cultura, della sostenibilità e della partecipazione civica.

 

 

Mielizia

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Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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