Diritti fondamentali sottratti al dibattito
Vizio di eterogeneità
Aggravanti “problematiche”
La relazione della Cassazione cita come problematiche le aggravanti introdotte per i reati compiuti “dentro e fuori le stazioni ferroviarie e della metro”. Ad esempio, il riferimento alle “immediate adiacenze” delle stazioni, , come già sottolineato dal Consiglio Superiore della Magistratura, può dar luogo a incertezze interpretative e disparità di trattamento.
A rischio l’espressione del dissenso
Per la Corte anche le aggravanti che riguardano le cosiddette norme anti-corteo, rischiano di criminalizzare in modo eccessivo condotte di protesta e di libera espressione.
Carceri, Cpr e detenute madri
Simili critiche interessano le norme sui penitenziari e i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, in cui si riscontra il rischio di criminalizzare la resistenza passiva e la disobbedienza, aggravando situazioni già critiche. Riguardo le ipotesi di carcere per le detenute madri, sempre secondo Articolo21, la relazione riporta le preoccupazioni della dottrina sul “diritto penale d’autore”. Dottrina che “guarda non a ciò che l’uomo fa, bensì a quel che l’uomo è” (riferimento alle borseggiatrici Rom), e rischia di colpire le persone non per l’azione illecita compiuta, ma per l’appartenenza a certe categorie o status. Con buona pace dei principi di uguaglianza e non discriminazione.
Agenti segreti non punibili
La Corte di Cassazione richiede, inoltre, un’“approfondita riflessione” sulla controversa norma che estende la non punibilità degli agenti segreti alla direzione di organizzazioni terroristiche. Tale disposizione consentirebbe agli agenti dei servizi segreti di “creare gruppi eversivi da zero” a fini preventivi.
Possibilità che suscita, nei giudici, timori relativi alla mancanza di controllo democratico e al rischio di devianze.



















