Un’immersione di esperienze culturali, grandi nomi della scena musicale contemporanea, multidisciplinarietà, voce alle realtà del territorio. È la ricetta di L’Umbria che Spacca, festival di concerti, presentazioni di arte, dibattiti, spettacoli circensi, jam session e altro ancora. Dal 2 al 6 luglio, nel centro storico di Perugia, oltre 50 eventi in cinque giornate dall’alba alla notte.

Lo staff di giovani volontari
«Vogliamo che questo sia sempre più un festival per tutti e tutte e che sia una festa per la città di livello sempre più alto», ha dichiarato Andrea Mancini, presidente dell’associazione organizzatrice Roghers Staff APS, durante la presentazione della 12esima edizione nel Salone d’Onore di Palazzo Donini mercoledì scorso. Anima dell’evento, per Mancini, sono i 120 volontari che compongono lo staff. «In tanti vengono a vedere quello che facciamo per un evento che è diventato un happening di livello nazionale con circa 140 ospiti al giorno», ha sottolineato il direttore artistico Aimone Romizi. «Il volontariato che facciamo è potente e non ci sono più realtà di questo livello, e quindi su questo aspetto c’è da lavorare per creare una struttura solida e che possa garantire un futuro all’evento».

Un impegno che valorizza il territorio
«Già dal nome Umbria Che Spacca avete pensato in grande perché questa terra ha saputo creare un evento che deve sopravvivere, un patrimonio che con la vostra generosità volete donare ad una intera regione. Finita questa edizione ci metteremo a lavorare insieme perché crediamo nell’Umbria che Spacca» ha risposto la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, seguita dalla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi «Nella città dei festival, un festival nato dal basso che è diventato di respiro internazionale deve avere lo spazio che merita».
Tutti gli stage
Sono otto i palchi che caratterizzano la kermesse: il “Main stage” come palco delle meraviglie, il “Garden stage” per concerti all’alba e yoga, la “Galleria che spacca” per far incontrare arte e musica, “UnistraPg stage”, il palco di divulgazione sociale, “518 stage”, per incontri con autori e sessioni musicali, “UniPg stage” per i free party ogni sera dei top club umbri, “Borgo Bello stage” per spettacoli circensi e jam session ed infine la “Chill area” per relax, musica, cibo e birra 100% umbri. Tra gli artisti più noti Baustelle, Rose Villain, Gaia, Guè, Lucio Corsi, Malika Ayane, Santi Francesi, Motta, Leo Gassman, Niccolò Fabi, Erica Mou, Anna Castiglia, Francamente, Marco Castello e molti altri.
Spazio ai dibattiti, anche sull’ambiente
L’Università degli Studi di Perugia proporrà un tema molto attuale: «diciamo no alla guerra, a qualunque guerra, e sì alla pace, a qualunque pace» ha spiegato durante la presentazione il delegato del rettore, Roberto Rettori, «un messaggio forte e chiaro che vogliamo far arrivare attraverso video realizzati con lo staff del festival, belli e coinvolgenti, che resteranno come post significativi e continui». Mentre nell’aula magna dell’Università per Stranieri di Perugia tornerà il palco di divulgazione sociale del festival, in cui tra i vari temi avrà spazio l’ambiente e la crisi climatica: il 3 luglio con il talk “Scrivere e parlare di ambiente e crisi climatica, dalla divulgazione al reportage, tra scienza e narrazione” cui parteciperà anche Sapereambiente con il direttore Marco Fratoddi, insieme a Luigi Mundula, Università per Stranieri di Perugia e Adrian Fartade, divulgatore scientifico, youtuber e scrittore.
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