Una piattaforma itinerante di scambio di visioni, in cui la cultura diventa ponte e il Sud, italiano e del mondo, motore del futuro, grazie al linguaggio universale della musica invita che apre alla contaminazione culturale superando visioni coloniali.
Parliamo di FestambienteSud, dal 18 luglio all’1 agosto tra paesaggi straordinari e luoghi densi di storia del Gargano e anche, per la prima volta, in Valle d’Itria.

Riconnettersi con l’origine dell’umanità
Il titolo di questa edizione è Out of Africa, il futuro dal Sud a suggerire come il futuro dell’umanità potrebbe venire da dove tutto è iniziato. Richiama le grandi migrazioni partite dall’Africa per popolare il pianeta: la prima con l’Homo erectus, la seconda con l’Homo sapiens. Oggi che un terzo flusso migratorio è già in corso, spinto da crisi climatiche, povertà e instabilità geopolitiche, FestambienteSud invita a superare la narrativa dell’emergenza per leggere questo fenomeno come un’opportunità di rigenerazione globale. Le città europee non muoiono per troppi arrivi, ma per troppe partenze di giovani. E chi ha imparato a vivere con poco, ai margini del deserto, ha molto da insegnare su come affrontare le sfide ambientali.
Un mosaico sonoro globale
I protagonisti africani di FestambienteSud provengono da regioni differenti: Nigeria, Tanzania, Mali, Uganda, Benin. Accanto a loro, presenze significative da Francia, Argentina, Cuba, Israele e Italia. Le performance si svolgeranno presso siti preistorici, conventi, necropoli preromane, città Unesco, monasteri millenari e antichi battisteri, attraversando faggete vetuste nella Foresta Umbra e mura medievali, in un itinerario culturale e simbolico, che FestambienteSud ha denominato “Gargano Sacro”. In un universo di suoni, idiomi, e innovazioni.

Il programma
Si comincia a Vieste venerdì 18 luglio con Javier Girotto & Aires Tango, che da oltre trent’anni portano insieme sui palchi di tutto il mondo un sound che fonde l’intensità emotiva della musica sudamericana con il fascino dell’improvvisazione tipica del jazz. Sabato 19 sempre a Vieste, sarà la volta di Baba Sissoko, maestro del tamani (“talking drum”) e ambasciatore del Mali nel mondo. Discendente da un’antica famiglia di griot – poeti cantori – fonde ritmi e melodie della tradizione mandinga con sonorità jazz, blues e soul, creando uno stile unico e profondamente identitario. Domenica 20 luglio, ultimo appuntamento a Vieste con Seun Kuti, musicista e cantante nigeriano, figlio minore del pioniere dell’Afrobeat Fela Kuti, che dal 1997 – anno della scomparsa del padre – ne porta avanti l’eredità politica e musicale.
Premio Strega Poesia
Mercoledì 23 luglio, il festival si sposta nel Convento di San Matteo a San Marco in Lamis per la consueta tappa del tour dei finalisti del Premio Strega Poesia, in collaborazione con la Fondazione Goffredo e Maria Bellonci, con la presenza confermata dei poeti Alfonso Guida, Marilena Renda, Jonida Prifti. L’evento sarà preceduto da un seminario concerto sull’antico Canto Beneventano a cura del coro Orbisophia, costituito a Benevento per iniziativa di Tetyana Shyshnyak e dello studioso americano Matthew Peattie.

Ritmi voodoo
Giovedì 24 a Rignano Garganico risuoneranno i ritmi travolgenti della Gangbé Brass Band, la fanfara che dal 1994 infiamma i palchi di tutto il mondo con una vibrante miscela di ritmi voodoo, Afrobeat, sonorità jazz, ottoni, percussioni e canti polifonici. Con le sue melodie cariche di gioia, ha proiettato la musica del Benin sulla scena internazionale. Venerdì 25, a Monte Sant’Angelo, arrivano le Black Sistarz, duo di DJ e produttrici formato dalla diva africana Catu Diosis e R3ign Drops di Kampala, Uganda, con una trance danzante, tra bassi potenti, Afro House urbana, techno melodica e ritmi sperimentali. Sono co-fondatrici di DOPE GAL, piattaforma a sostegno dei talenti femminili dell’Africa e dalla sua diaspora. Nel pomeriggio, invece, il seminario Costruttori di Pace, metodi e strumenti per contrastare la cultura e la pratica del conflitto nelle relazioni internazionali, finalizzato a promuovere un approccio scientifico al tema della pace.
Speranze di pace
Sabato 26 luglio, nello scenario unico dell’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, sarà la volta di Noa, in un evento che il festival dedica alla Pace necessaria, in medio oriente come in oltre angolo del pianeta. Il suo nuovo progetto The Giver, scritto lo scorso anno con il chitarrista Gil Dor e il pianista Ruslan Sirota, riflette su dolore, speranza e pace.

Universo sperimentale
Domenica 27, a Monte Sant’Angelo, arriva Chassol con il suo universo sonoro tra jazz e sperimentazione. Francese di origini martinicaneè noto per aver inventato un genere, da lui definito “ultrascore”: una tecnica di campionamento che unisce suoni e immagini documentarie in un’esperienza multisensoriale tra jazz, funk, minimalismo e Morricone. Lunedì 28, con la violoncellista e polistrumentista Giovanna Famulari, il compositore, cantante, pianista, violista e violinista Michele Gazich condurrà il pubblico in una suggestiva passeggiata-concerto all’Abbazia di Monte Sacro a Mattinata. Cuore dell’evento sono le canzoni dell’album “Solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea”.
Voci ancestrali nella foresta
Martedì 29, al mattino, nella maestosa Foresta Umbra, tutelata dall’Unesco, il pubblico potrà lasciarsi incantare dalla voce ancestrale delle Zawose Queens, duo musicale composto da Pendo e Leah Zawose, esponenti della tradizione musicale del popolo Gogo (detti anche Wagogo) della Tanzania. Un mix di strumenti tradizionali, voci avvolgenti e sonorità moderne, con testi in lingua kigogo che celebrano natura, radici e passione per la musica.

Musica, cibo e sensi
Il 29 luglio sera, nel Convento dei Cappuccini a Vico del Gargano, Paolo Fresu & Omar Sosa proporranno il progetto musicale Food, che esplora il tema del cibo attraverso la musica come esperienza estetica, etica e sensoriale, ma anche come riflessione sulla sostenibilità alimentare. Occasione per celebrare, con la collaborazione dell’assessorato all’agricoltura della Regione Puglia e di Slow Food, la dieta mediterranea, la biodiversità agricola e i suoi produttori. A Martina Franca, mercoledì 30 i Savana Funk, band che fonde funk, rock, blues e musica africana: autentici mattatori dei festival estivi, noti per la loro energia trascinante e la capacità di trasformare ogni concerto in una vera e propria festa collettiva.
E per finire…
Infine, giovedì 31 sarà la volta di Nneka, cantautrice nigeriana che unisce musica, attivismo e introspezione. Dopo un’infanzia complessa sotto un rigido regime in Nigeria, a diciassette anni si trasferisce in Germania, prima come richiedente asilo e poi come musicista. A chiudere il festival, venerdì 1 agosto, la leggenda cubana Eliades Ochoa, già membro del celebre Buena Vista Social Club.
Conosciuto anche come il “Johnny Cash cubano”, vincitore di due Grammy (uno Americano e uno Latino) condurrà il pubblico nella tradizione musicale della sua isola.



















