Cosa lasciamo quando moriamo? Ricordi, insegnamenti, amore, beni. La nostra eredità è il segno del nostro passaggio e c’è un momento in cui ci chiediamo a chi vogliamo lasciare ciò che siamo stati in grado di guadagnare, salvare e valorizzare. Secondo una recente indagine di AstraRicerche, tre persone su dieci pensano a un lascito solidale per consegnare il ricordo di sé e dei propri valori, dopo la morte. Il dato più nuovo riguarda il fatto che questa volontà sia stata espressa da giovani adulti, di età compresa tra i 25 e i 34 anni.
Un mondo migliore, l’unica eredità che conta
L’indagine condotta a fine marzo per il Comitato Testamento Solidale si è basata su un campione di oltre mille italiani tra i 25 e i 70 anni. La fascia a cavallo tra Gen Z e Millennials ha mostrato un particolare interesse per questa forma di lascito. Un’attenzione certamente insolita ma non così sorprendente se si pensa che il tema del futuro del pianeta, la preoccupazione per il benessere delle prossime generazioni e il sogno di un’umanità più pacifica e coesa sono centrali nelle lotte di molti giovani, oggi.

Un atto di responsabilità collettiva
Secondo i dati emersi, ragazzi e ragazze italiani vorrebbero tramandare: la speranza per un domani migliore, la generosità, l’altruismo, l’impegno per il prossimo. Più di ogni altra cosa desiderano un mondo più giusto, in cui gli esseri umani facciano tesoro degli errori del passato. Quasi uno su due (46%) menziona l’empatia come uno degli aspetti della propria vita che si vorrebbe durasse per sempre, ben oltre la media nazionale (che è del 37,6%). Per Maura Gancitano, scrittrice, filosofa e fondatrice del progetto Tlon, è inconsueto che tra i più giovani si rifletta sul post mortem, ed è interessante che si faccia in modo nuovo: «Non più legato al ricordo personale o alla discendenza di sangue, ma alla possibilità di generare conseguenze reali. Per molti under 35, il lascito solidale è un modo per continuare ad agire anche nell’assenza, trasformando la fine in un atto di responsabilità collettiva».
Una forma di «pensiero lungo che rompe con l’idea di una morte vuota e restituisce senso alla continuità, scegliendo di lasciare non a chi ci appartiene, ma a ciò in cui crediamo».
Un dato inedito
L’interesse dei giovani è un dato mai rilevato in precedenza perché, come spiega Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’Oro: «Quello dei giovani adulti è un territorio ancora per molti versi inesplorato per chi si occupa di lasciti solidali. Le comunicazioni delle organizzazioni tradizionalmente si concentrano su un pubblico più maturo». Il Comitato Testamento Solidale, nato nel 2013 per opera di 6 Organizzazioni promotrici, da oltre un decennio coinvolge il mondo del Non Profit in importanti attività di studio del settore, informazione e sensibilizzazione.
“Lascia che le cose belle continuino per sempre”
Il titolo della nuova campagna del Comitato testamento solidale, realizzata dall’agenzia Komma, con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato è “Lascia che le cose belle continuino per sempre”. L’intento è quello di invitare gli italiani, ancora in parte restii a pensare alla fine della vita, ad adottare una nuova visione che, come ricorda Rossano Bartoli: «parla di vita molto più che di morte».

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