L’inventario del Sistema Solare dell’Osservatorio Vera Rubin

La nuova struttura, in Cile, scansionerà il cielo per dieci anni quasi ogni notte regalandoci una immensa mole di dati e informazioni sullo Spazio
25 Giugno, 2025
1 minuto di lettura

Milioni di stelle e galassie, distanti su una scala senza precedenti, migliaia di asteroidi sconosciuti. Appaiono nelle prime immagini di prova del Vera C. Rubin Observatory, situato a 2.682 metri sul Cerro Pachón, in Cile. La regione del Cile centrale ospita anche altri osservatori ed è una meta privilegiata per le osservazioni astronomiche grazie all’aria secca e al cielo limpido e buio.

Tecnologia all’avanguardia

La struttura, finanziata dalla National Science Foundation e dall’Office of Science del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, è stata costruita in quasi vent’anni. Dotato del più nuovo e potente telescopio spaziale per ricerche al mondo (da 8,4 metri) e della più grande fotocamera digitale mai costruita, l’osservatorio Rubin per circa un decennio scansionerà il cielo notturno per realizzare una registrazione time-lapse e ad altissima definizione del nostro Universo.

immagine scattata dal Vera Rubin Observatory
La prima immagine, resa pubblica lunedì 23 giugno, del Vera Rubin Observatory: mostra solo il 2% dell’immagine completa catturata, 50 volte più grande

Una scansione lunga dieci anni

Il set di dati risultante, denominato Legacy Survey of Space and Time (LSST), sarà il più grande mai raccolto per l’astronomia ottica. Consentirà a scienziati di tutto il mondo di esplorare galassie, stelle della Via Lattea, oggetti del sistema solare: rileverà milioni di oggetti in continua evoluzione quasi ogni notte.

La rilevazione degli asteroidi

Il telescopio del Rubin è anche considerato il mezzo più efficace per individuare comete o asteroidi interstellari in grado di attraversare il nostro sistema solare. Tra le sue prime rilevazioni, c’è infatti la scoperta di 2.104 asteroidi, tra cui sette asteroidi vicini alla Terra, mai visti prima nel nostro sistema solare. Secondo la National Science Foundation, mentre i telescopi terrestri e spaziali rilevano circa 20mila asteroidi ogni anno, l’Osservatorio Rubin scoprirà milioni di rocce spaziali entro i primi due anni.

L’inizio della grande rilevazione

L’Osservatorio Rubin raggiungerà la “prima luce”, ovvero le prime osservazioni scientifiche del cielo dell’emisfero australe il 4 luglio. Tra i quattro e i sette mesi dopo la prima luce inizieranno le rilevazioni del Legacy Survey of Space and Time.

Materia ed energia oscura

L’astronoma Vera Rubin, cui la struttura è dedicata, ha prodotto alcune delle prime prove dell’esistenza della materia oscura. La previsione è che l’osservatorio «esplori molti misteri del cosmo, tra cui la materia oscura e l’energia oscura che permeano l’universo», ha dichiarato alla CNN Brian Stone, direttore ad interim del National Science Foundation.

Vera Rubin nel 1974. Foto: Wikimedia

«L’osservatorio Rubin catturerà più informazioni sul nostro universo di tutti i telescopi ottici della storia messi insieme».

Mielizia

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Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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