Foto: Labirinto della Masone

Perdersi nella mente di Borges. Un anno di arte e natura nel Labirinto della Masone

A Fontanellato (Pr) ha riaperto i battenti il parco in bambù voluto da Franco Maria Ricci in onore del grande scrittore argentino. Un percorso culturale unico in Italia che intreccia esplorazione e creatività, trasformando un sogno letterario in esperienza reale
12 Febbraio, 2026
4 minuti di lettura

Jorge Luis Borges sognava spesso di trovarsi nel mezzo di un labirinto. Difficile immaginare in quali e quante sorprendenti forme quest’architettura si sia manifestata nelle sue notti, ma è possibile ipotizzare che il perdersi per lui più che un sogno rasserenante si sia trasformato nel tempo in un incubo ricorrente.

Jorge Luis Borges
Foto: Grete Stern

Una vera ossessione diventata un argomento centrale nella sua poetica, metafora della perplessità dell’uomo di fronte al mistero del mondo, nonché dell’avventura della conoscenza che non ha fine.

Un sogno diventato architettura

Quando si arriva al Labirinto della Masone a Fontanellato, in provincia di Parma, il primo pensiero va proprio a Jorge Luis Borges. Questa meravigliosa architettura costruita nella campagna parmense, da esperienza immaginaria, letteraria, onirica e solitaria è diventata un’esperienza fisica e condivisa con altre persone grazie alla promessa di costruire un labirinto fatta da Franco Maria Ricci – editore, collezionista e bibliofilo – allo scrittore argentino nel 1977.

Il Labirinto del Masone a Fontanellato (Pr). Foto: G. Ferretti

L’ossessione che prende forma

Dal 2015, dunque, in Italia esiste un luogo che dà concretezza all’ossessione dello scrittore argentino che pensava che il labirinto fosse «un edificio costruito per confondere gli uomini». Confusione non per forza negativa se si pensa che confondendo gli animi il perdersi può condurre verso il brio dell’imprevisto.

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È una vertigine che può esaltare le coscienze perché quando si smarrisce la strada si è costretti a trovare soluzioni inattese, insolite, nuove. Se tutto nella vita diventa prevedibile, non ci si sorprenderebbe più. Borges osserva, infatti, che lo stupore è l’unica emozione capace di rinnovarsi in eterno.

L’accesso alla Piramide nel Labirinto del Masone. Foto Davide Lovatti

Progetto da sogno

«Sognai per la prima volta di costruire un labirinto circa trent’anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges. Il labirinto, si sa, era da sempre uno dei suoi temi preferiti; e le traiettorie che i suoi passi esitanti di cieco disegnavano intorno a me mi facevano pensare alle incertezze di chi si muove fra biforcazioni ed enigmi. Credo che guardandolo, e parlando con lui degli strani percorsi degli uomini, si sia formato il primo embrione del progetto che oggi ho portato a termine». Sono parole di Franco Maria Ricci, amante dell’effimero, uomo capace di scovare la bellezza e convinto che nella bellezza ci sia la salvezza dell’uomo.

Franco Maria Ricci. Foto: Labirinto del Masone

Il bambù come materia prima

Tra le sue tante passioni, Ricci amava la pianta del bambù perché, spiegava, «si tratta di una pianta straordinaria che non ha malattie, non si spoglia d’inverno, purifica l’aria dall’anidride carbonica come da Protocollo di Kyoto e non provoca disastri in caso di tifoni o trombe d’aria».

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Ricci, scomparso nel 2020 a 82 anni, aveva piantato un giardino di bambù sulle terre che circondavano la sua casa di campagna a Fontanellato. «Sino a quel momento il bambù non aveva alcun rapporto col labirinto; poi un giorno ebbi una folgorazione: quella pianta mi offriva la materia prima ideale per costruirlo».

Piante di bambù. Foto: Labirinto del Masone

Otto ettari di cultura e natura

Così, dopo molti anni di lavoro, è nato il Labirinto della Masone realizzato insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto su una superficie di oltre otto ettari e composto da più di 300mila piante di bambù. L’invito ai visitatori è quello di perdersi nella cultura e nell’arte e di gioire del contatto con la natura e la bellezza, un percorso esaltante che prosegue all’interno della costruzione principale della struttura dove è possibile visitare la collezione d’arte permanente di Franco Maria Ricci, circa cinquecento pezzi eccentrici e raffinati che attraversano cinque secoli di storia dell’Arte.

L'ingresso alla Wunderkammer
L’ingresso alla Wunderkammer

Mostre tra varchi e confini

Dopo la consueta pausa invernale, pochi giorni fa il Labirinto della Masone ha riaperto le sue porte e sono tante le mostre da poter visitare oltre al labirinto. Resterà aperta fino all’8 marzo Knock Knock Knock. Guardiani di ferro dalla collezione Cesati, una mostra che affronta il tema simbolico del “varco” o del “passaggio” e presenta 65 picchiotti da porta, straordinari manufatti in ferro provenienti dalla collezione Cesati in dialogo con le immagini di porte e portoni ritratti dal fotografo Massimo Listri. Un binomio che rafforza l’idea che lega i battenti antichi al concetto di limite o confine.

Art Déco in mostra

Dal 28 marzo al 28 giugno, invece, sarà visitabile Erté. Lo stile è tutto a cura di Valerio Terraroli e organizzata da Elisa Rizzardi, che offre un’ampia rilettura dell’opera di Erté (al secolo Romain de Tirtoff), uno dei massimi esponenti dell’Art Déco nel mondo, restituendone la complessità e la modernità e proponendo una selezione della vasta produzione dell’artista, con particolare attenzione alle opere realizzate tra gli anni ‘10, ‘20 e ‘30, considerato il periodo più originale e fortunato della sua lunga attività.

Bambù del labirinto: Phyllostachys Edulis
Bambù del labirinto: Phyllostachys Edulis. Foto: Labirinto del Masone

Il fumetto incontra Borges

Nell’autunno 2026 il Labirinto della Masone ospiterà uno dei più famosi fumettisti italiani, Milo Manara, che racconterà la sua personale visione del tema del labirinto e della figura di Borges. Per l’inusuale occasione gli incontri del Labirinto saranno legati al tema dell’illustrazione e del fumetto, genere già celebrato da Franco Maria Ricci nel 1975 con il volume L’Histoire d’O (illustrato da Guido Crepax) e di nuovo protagonista con la pubblicazione di una graphic novel dedicata all’editore e al suo labirinto.

Tutto con le illustrazioni di Guido Fuga e la sceneggiatura di Antonio Fernandez Ferrer.

Per saperne di più

www.labirintodelmasone.it

 

Mielizia

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Francesca Bellino
Francesca Bellino
Francesca Bellino è nata a Salerno e vive a Roma. È scrittrice, giornalista, conduttrice e autrice radiotelevisiva. Da anni si occupa di transculturalità, mondo femminile e diritti umani nell'area arabo-mediterranea, con particolare attenzione alle relazioni tra sponda sud e la sponda nord del Mediterraneo. È autrice, tra gli altri, di Il canto libero delle stelle mediterranee (2019), Sul corno del rinoceronte (2014, Premio per la narrativa Maria Teresa di Lascia 2015 e Premio Costa d'AmalfiLibri 2014), Il prefisso di Dio. Storie e labirinti di Once, Buenos Aires (2008), Uno sguardo più in là (2010), Sale (2013), Non sarà un'avventura. Lucio Battisti e il jazz italiano (2004), È ancora vivo. Lucio Battisti risorge attraverso i mezzi di comunicazione (2000), di racconti pubblicati in antologie e audio-documentari trasmessi su Rai Radio 3, tra cui Il Ponte. Storie degli italiani di Tunisia, Ramadan all'occidentale, L'età ribelle e molti altri. Nel 2009 ha ricevuto la Targa Olaf al Premio Cronista "Piero Passetti" per un reportage sull'aborto selettivo in India pubblicato su Ñ, supplemento culturale del Clarín. Nel 2013 ha ricevuto il Premio giornalistico Talea per il Glossario del cronista onesto in tema di migrazione pubblicato su Limes. Nel 2015 ha rappresentato l'Italia al III Incontro Euro-maghrebino di scrittori a Tunisi dedicato alla Letteratura di frontiera organizzato dall'Unione Europea. Per le narrazioni dedicate al mondo arabo-mediterraneo ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui nel 2015 il Premio Prata e nel 2016 il Premio Marzani.
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