Davanti alla prospettiva del piano da 800 miliardi di euro per riarmare l’Europa, contro la retorica dell’inevitabilità della guerra, italiane e italiani continuano ad aderire alla campagna R1PUD1A di Emergency, per rispettare e abbracciare pienamente l’articolo 11 della nostra Costituzione: “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Le adesioni
Dal lancio della campagna, avvenuto il 4 novembre scorso durante la Giornata nazionale delle Forze Armate, hanno aderito oltre 300 Comuni tra cui Roma, Napoli, Bologna, Catanzaro, Reggio Emilia, Cosenza, Modena, Livorno, Rimini, Bari, Parma, Teramo, Lecco, Ravenna. E poi hanno srotolato lo striscione dai balconi 500 scuole, sale cinematografiche importanti come l’Anteo Spazio Cinema in Lombardia e il Cinema Troisi a Roma o teatri come il Politeama e l’Augusteo di Napoli e l’Elfo Puccini di Milano.
Moltissimi anche i Festival che hanno aderito alla campagna: in prima fila l’AFIC, l’Associazione Festival Italiani di Cinema e tra gli altri, la Settimana della Critica di Venezia e Giornate degli Autori di Venezia, Uno Maggio Taranto Libero e Pensante, il Pordenone Docs Fest, Linea D’Ombra a Salerno, il Festival del cinema europeo di Lecce, il Siciliambiente Film Festival. Ad aver aderito all’appello R1PUD1A come singoli cittadini anche Fiorella Mannoia, Alessandro Bergonzoni, Flavio Insinna, Greta Scarano, Fabio Magnasciutti, Maicol&Mirco, Lelio Bonaccorso, Max Angioni, Matteo Saudino.
L’industria bellica è un lusso
«Dopo i conflitti mondiali, le atomiche e milioni di morti, l’Italia è rinata dall’idea che nessuna guerra potrà mai essere la soluzione – dichiara Emergency –. Eppure non stiamo più assistendo a significative azioni di pace. In Italia e in Europa i governi si riarmano e dicono che la pace è un lusso. Ma il lusso è proprio l’industria bellica. Secondo Milex, l’Osservatorio sulle spese militari in Italia, solo nel 2025 il nostro Paese ha già preventivato di destinare 32 miliardi di euro alle spese militari, record storico con un aumento del 12,4% rispetto al 2024 e del 60% sul decennio. Di questi 32 miliardi ne riserverà 13 per i nuovi armamenti, con un balzo del 77% nell’ultimo quinquennio».
Pagano i civili
Nata per offrire cure medico chirurgiche gratuite di elevata qualità alle vittime della guerra e per promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani, oggi Emergency è presente nei conflitti di Sudan, Ucraina e Palestina. E grazie alla sua esperienza sul campo la Ong ricorda che il 90% dei morti e dei feriti sono civili e che la spesa di un F-35 vale quanto 3.244 posti letto di terapia intensiva.
Informazione senza retorica
La Ong ha anche lanciato sulle principali piattaforme streaming e sul sito ripudia.it/podcast, il podcast “Ho detto R1PUD1A” a cura di Claudio Jampaglia e Giuseppe Mazza in collaborazione con Emergency: in 5 puntate i due curatori partono dalle origini dell’articolo 11 della Costituzione, fino ad analizzare e smontare gli attuali annunci di governi e media sulla “inevitabilità della guerra”.
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