Campioni di semi nella Banca del germplasma del Kunming Institute of Botany, in Cina
Campioni di semi nella Banca del germplasma del Kunming Institute of Botany, in Cina. Foto: Imaginechina

Semi, biodiversità, diritti. Perché il Trattato globale sul germoplasma sta fallendo

Sette milioni di accessi alle risorse genetiche ma quasi nessun ritorno economico per i contadini. Mentre la digitalizzazione del Dna rischia di diventare un patrimonio privato. E il vertice di Lima certifica il fallimento dei diritti agricoli
8 Gennaio, 2026
3 minuti di lettura

Su seimila specie vegetali che gli esseri umani hanno utilizzato per l’alimentazione, oggi la maggior parte ne mangia soltanto nove. Di queste, appena tre – riso, grano e mais – forniscono il 50% delle calorie. È successo tutto negli ultimi cento anni, in cui il 90% delle varietà vegetali è sparito dai campi degli agricoltori. In questo secolo e poco più abbiamo assistito a un’omogeneizzazione delle colture che è coincisa con importanti trasformazioni sociali, economiche ed ecologiche.

Semi, perché il Trattato sul germoplasma sta fallendo: un uomo sparge semi di cereali
Foto: Fotokostic / Getty Images

Una su tutte, la nascita dell’industria sementiera che, partendo dagli Stati Uniti a cavallo tra Ottocento e Novecento, si è espansa su gran parte del pianeta.

Perché la diversità genetica è cruciale

Tuttavia, la diversità genetica delle colture è fondamentale per produrre cibo più nutriente, colture più resilienti e capaci di adattarsi agli effetti del cambiamento climatico. Tutto ciò significa che l’uniformità, sebbene nel breve periodo possa fornire un aumento di resa, porta con sé alti rischi che possono minacciare la sicurezza alimentare.

Germoplasma nel forziere

Per non perdere il patrimonio di biodiversità che i contadini hanno sviluppato ed evoluto in tutto il pianeta per diecimila anni, e che ancora in larghe parti di esso coltivano, molti paesi si sono dotati delle cosiddette “banche del germoplasma”. In questi istituti pubblici e privati, hanno raccolto campioni di sementi raccolte nei campi degli agricoltori o da essi donate, per conservarle e utilizzarle per scopi di ricerca.

Semi di conoscenza

Le collezioni gestite dai ricercatori contengono la conoscenza tradizionale dei contadini o dei popoli indigeni, che nel loro rapporto con l’ecosistema hanno evoluto nel tempo i semi che gli davano contemporaneamente buon cibo e altri semi, adatti alle pressioni ambientali.

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In molti, con la crisi della biodiversità innescata dall’agro-industrializzazione, hanno cominciato a pensare che in queste risorse fitogenetiche si trovassero le risposte per una produzione più sostenibile e per migliorare la risposta delle piante al cambiamento climatico. Le sementi delle banche del germoplasma sono utilizzate per cercare nel loro Dna resistenze alla siccità, all’eccessivo caldo, ai patogeni fungini e molto altro.

Risorse fitogenetiche

Per rendere questo lavoro di ricerca e selezione più globale e più semplice, nel 2001 è stato approvato il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura (Itpgrfa), che oggi conta 155 paesi membri ed è ospitato dalla Fao a Roma. Il Trattato, che in sostanza è una Convenzione sulla Biodiversità per le piante alimentari, è imperniato sul cosiddetto Sistema multilaterale (MLS), una rete di banche del germoplasma pubbliche dei paesi aderenti più alcuni istituti di ricerca internazionali.

Le regole di accesso

Tutti questi attori decidono di condividere le regole per l’accesso alle proprie collezioni, così da facilitare ricerca e selezione di nuove varietà. Per ottenere una scatola di semi da una banca che aderisce al Mls, bisogna firmare un contratto: l’accordo standard di trasferimento di materiale (Smta). Con esso, l’utente si impegna a non richiedere diritti di proprietà intellettuale che restringano l’accesso facilitato di altri alla risorsa genetica, alle sue parti o componenti.

Semi, perché il Trattato sul germoplasma sta fallendo: campioni di semi nei bicchieri di un laboratorio
Foto: Science Photo Library

Benefici da ripartire

Il contratto obbliga anche a ripartire i benefici che possono emergere dall’utilizzo di quella semente quando contribuisce allo sviluppo di una varietà commerciale. In pratica si tratta di versare un obolo a un fondo gestito dal Trattato stesso ogni volta che un seme industriale – se è stato ottenuto a partire da un campione preso dal Sistema multilaterale – entra nel mercato. Restituendo, insomma, qualcosa alle comunità contadine e indigene che hanno evoluto le risorse genetiche di cui l’industria si serve per produrre sementi che le fruttano un importante giro d’affari, vietando spesso la riproduzione libera da parte degli agricoltori.

Conti che non tornano

Tuttavia, questo non è quasi mai avvenuto. Sebbene l’accesso sia stato ampiamente utilizzato, con 7 milioni di trasferimenti di risorse genetiche registrati al 2025, mancano i contributi corrispondenti. Solo 800mila dollari sono stati versati dalle aziende che hanno avuto accesso al sistema multilaterale dal 2009.

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Altri 36 milioni sono stati forniti sotto forma di donazioni da alcuni governi e altre istituzioni. La mancanza di capacità di tracciare gli eventuali passaggi di mano delle risorse genetiche prese dal Mls è una delle lacune più importanti nell’implementazione del Trattato.

I vuoti normativi della ricerca

Quando gli accessi sono fatti da ricercatori e non da aziende, non vige l’obbligo di restituire i benefici derivanti dal commercio. Ma gli studi portano a pubblicazioni che includono le informazioni di sequenza digitale (Dsi), caricate in database pubblici ad accesso libero, senza vincoli con le regole del Trattato. Queste informazioni possono essere scaricate, utilizzate come riferimento e brevettate.

Biopirateria digitale

A quel punto, l’informazione digitalizzata diventa un prodotto privato che impedisce l’accesso alla semente fisica contenente il Dna del seme conservato nella banca del germoplasma. Anche se il contratto firmato all’accesso obbligava a non chiedere diritti di proprietà intellettuale sulla risorsa genetica, in pratica può avvenire il contrario. I contadini che invocano l’articolo 9 del Trattato chiamano questo fenomeno di sottrazione indebita biopirateria.

Riforma in stallo

Sono stati fatti alcuni tentativi di riformare il Trattato per renderlo applicabile, ma finora senza successo. L’ultima riunione del suo organo di governo, che si è tenuta a Lima dal 24 al 28 novembre, è fallita. La proposta di compromesso è stata respinta dai paesi del Sud del mondo, che chiedono maggiori garanzie e regole chiare.

Semi, perché il Trattato sul germoplasma sta fallendo: Un momento dall'incontro a Lima dell'Itpgrfa
Un momento dall’incontro a Lima dell’Itpgrfa, novembre 2025. Foto: Iisdenb / Andrés Felipe Carvajal Gómez

Per la biodiversità agricola e i diritti dei contadini alle sementi, sembrano avvicinarsi tempi difficili.

Mielizia

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Francesco Panié
Francesco Panié
Francesco Panié è giornalista ambientale e campaigner per il Centro Internazionale Crocevia. Si occupa di politiche agricole, del cibo, della biodiversità e di supporto ai movimenti sociali per la sovranità alimentare.
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