L'iceberg A23a (Foto: YouTube, @NatureandWildlifeVault)
L'iceberg A23a (Foto: YouTube, @NatureandWildlifeVault)

Dove sta andando l’iceberg più grande del mondo

Il gigante, nato in Antartico quasi 40 anni fa, si muove verso nord nell’Oceano Atlantico del sud. Gli scienziati temono che possa raggiungere l'isola della Georgia del Sud e minacciare la fauna dell'area marina protetta  
4 Febbraio, 2025
2 minuti di lettura

Si chiama A23a ed è l’iceberg più grande del mondo. Si estende (misurazione di agosto) per 3.672 chilometri quadrati (quasi tre volte Roma) ed è spesso circa 380 metri (l’altezza di tre pirelloni, uno sopra l’altro, s’intende) e si stima che possa pesare intorno a mille milioni di tonnellate. Si è distaccato dalla piattaforma di ghiaccio Filchner-Ronne nel 1986.  Secondo gli scienziati il distacco di A23a è stato a causa del ciclo di crescita naturale della piattaforma di ghiaccio e non della crisi climatica, di cui in Antartide si vedono bene gli effetti, con potenziali e disastrosi impatti sul livello del mare.

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Dopo il distacco, l’iceberg è rimasto incastrato sul fondale del mare di Weddell fino al 2020. In quell’anno è stato spinto via dalle correnti oceaniche prima di rimanere di nuovo bloccato, per diversi mesi, in un vortice marino intorno a una montagna sottomarina (fenomeno noto come colonna di Taylor).

Pinguini sull’isola della Georgia del Sud (Foto: Wikimedia)

Area marina a rischio

Lo scorso dicembre, A23a si è liberato. Gli scienziati del British Antarctic Survey avevano pensato che continuasse a spostarsi lungo le correnti oceaniche e verso acque più calde, sciogliendosi nei pressi della Georgia del Sud, isola britannica nell’Oceano Atlantico meridionale, a est delle Isole Falkland. Ma il “megaberg” sembra aver mantenuto la sua struttura e deve ancora rompersi in iceberg più piccoli, come hanno fatto altri iceberg prima di lui.

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Se si incagliasse sui fondali intorno all’isola bloccherebbe la via d’accesso al mare per gli animali, mettendo a rischio l’alimentazione dei pinguini nati negli ultimi mesi. La Georgia del Sud e le isole Sandwich meridionali infatti ospitano una delle più grandi aree marine protette del mondo. La scorsa settimana Andrew Meijers, oceanografo fisico presso il British Antarctic Survey, ha dichiarato alla Cnn:

Andrew Meijers, oceanografo fisico presso il British Antarctic Survey
Andrew Meijers, oceanografo fisico (Foto: British Antarctic Survey)

«Ora l’iceberg è in un meandro della corrente e non si sta muovendo verso l’isola. Ma la nostra comprensione delle correnti suggerisce che è probabile che si sposti di nuovo verso l’isola».

Ghiaccio in frantumi

Un pericolo concreto è che A23a si rompa creando migliaia di tonnellate di iceberg più piccoli, ha detto alla Cnn che se A23a rimane nella sua forma attuale, può vederlo e seguirlo facilmente. «Tutto il ghiaccio è molto pericoloso, più è grande più è facile da trovare ed evitare, il ghiaccio più piccolo è molto più difficile da rilevare ma non per questo meno pericoloso», ha dichiarato Simon Wallace, capitano di mare della nave governativa della Georgia del Sud Pharos alla Cnn. «Il ghiaccio più piccolo può accumularsi in strisce e chiazze e, a seconda della sua densità, può essere impraticabile e riempire le baie e i fiordi della Georgia del Sud rendendoli inaccessibili, il che può davvero essere un problema».

Altri effetti

Secondo Mark Belchier, direttore della pesca e dell’ambiente per il governo della Georgia del Sud e delle isole Sandwich meridionali, gli iceberg, sebbene comuni,  possono causare problemi alle imbarcazioni da trasporto e da pesca nella regione, ma è fiducioso che qualsiasi potenziale impatto sulla fauna selvatica sarebbe probabilmente «altamente localizzato e transitorio».

Georgia del Sud e isole Sandwich
Georgia del Sud e isole Sandwich (Mappa: Wikipedia)

 

Mielizia

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Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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