Comunicazione interspecie, premiato uno studio che decodifica i fischi dei delfini

Un team di ricercatori della Florida ha ricevuto il Dolittle prize per aver individuato un richiamo che causa l'allontanamento, forse un segnale di allerta. Negli studi utilizzata la IA
21 Maggio, 2025
2 minuti di lettura

I delfini comunicano attraverso fischi condivisi e appresi che possono avere precisi significati, come per esempio avvisare della presenza di un pericolo. Lo sostiene uno studio premiato lo scorso 15 maggio dal Dolittle Prize. Il Dolittle è un premio da 100.000 dollari dedicato a scoperte nella comunicazione interspecie basate sull’intelligenza artificiale (IA). Il vincitore, tra gli oltre 20 candidati, è un team statunitense guidato da Laela Sayigh e Peter Tyack del Woods Hole Oceanographic Institution in collaborazione con il Sarasota Dolphin Research Program.

Questi enti di ricerca studiano da più di quarant’anni i delfini tursiopi nelle acque della Florida.

Laela Sayigh
La biologa Lela Sayigh. Foto: Woods Hole Oceanographic Institution

Fischi con funzioni diverse

I ricercatori hanno imparato a distinguere richiami “firmati” simili a nomi, e richiami “non firmati”, che sono circa la metà di quelli emessi dai delfini, ancora poco compresi. Nell’ultimo lavoro, non ancora sottoposto a peer review, i ricercatori hanno individuato almeno venti tipologie di richiami non caratteristici, emessi da più esemplari, e hanno scoperto che due tipi erano condivisi da almeno 25 individui ciascuno.

Suoni generano comportamenti

Quando i ricercatori hanno riprodotto i due suoni, hanno infatti rilevato che uno provocava nei delfini un comportamento di evitamento, suggerendo che potesse essere un segnale di allarme. L’altro fischio, invece, dava il via a una serie di risposte, che hanno fatto ipotizzare che potesse essere un suono associato all’incontro con qualcosa di inaspettato. Droni e altoparlanti riproducevano i suoni dei delfini durante gli esperimenti sul campo. Mentre per registrare i richiami dei delfini il team ha usato tecnologie non invasive come idrofoni e tag acustici digitali fissati con ventose.

Il fischio WTF…

Laela Sayigh, biologa presso la Woods Hole Oceanographic Institution e co-responsabile del progetto, sui delfini ha spiegato a Science: «I delfini maschi formano delle coppie e si chiamano a vicenda con i loro fischietti distintivi se si separano. Ma una volta, stavamo testando la nostra attrezzatura e abbiamo suonato uno di quei fischietti mentre la coppia era ancora insieme. Hanno risposto con un fischio completamente diverso, uno che non avevamo mai documentato prima. Da allora lo abbiamo sentito in altre situazioni confuse. Lo chiamiamo il “fischio WTF”, perché sembrava davvero che fosse quello che stavano chiedendo».

L’IA per classificare i dati rilevati

I delfini studiati in Florida sono stati monitorati per decenni. Questo fornisce al team di Sayagh e Tyack registrazioni etichettate di individui noti, il che è essenziale per capire se i loro fischi condivisi possano funzionare come parole. Ora stanno utilizzando l’intelligenza artificiale per classificare i fischi, e gli algoritmi potrebbero anche aiutare a tracciare i delfini nella baia quasi in tempo reale, collegando i richiami che emettono alla posizione.

Prima della tecnologia, il rispetto

Secondo Clara Mancini, professoressa di interazione animale-computer all’Open University (Regno Unito), il lavoro sui delfini dimostra il potenziale della tecnologia per far progredire la nostra comprensione della comunicazione animale. «Tuttavia, nel percorso verso la comunicazione interspecie» ha dichiarato Mancini al Guardian, «suggerirei di tenere presente che decifrare una lingua non equivale a comprendere l’esperienza di chi la parla.

E che, oltre alla curiosità, la sfida richiede umiltà e rispetto per la conoscenza e la visione del mondo uniche che ogni specie possiede».

Mielizia

Saperenetwork è...

Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
Corso Sapereambiente 2026
Lifegrace guida
Mielizia
Resto sfuso

Agenda Verde

Librigreen

no title has been provided for this book

"Per una civiltà della Terra". La chiamata alla responsabilità di un destino comune

La policrisi del nostro tempo ci impone di interrogarci su possibili soluzioni che non possono prescindere da nuovi strumenti epistemologici – e

cover Sillabario della Terra

"Sillabario della Terra", l'importanza e la fragilità del suolo sotto i nostri piedi

È talmente presente nelle nostre vite che spesso neanche ci accorgiamo della sua presenza. Eppure, ogni nostro passo, sorso d’acqua e boccone di cibo

no title has been provided for this book

"Le vie dei sogni". La ricerca di senso, in verticale, dell’alpinismo

Che cosa spinge un essere umano a salire verso l’alto, quando tutto sembra già conosciuto, misurato, cartografato? Perché, dopo aver esplorato ogni or

Più letti

bambina in cerca di cibo nella Striscia di Gaza
Storia precedente

I diritti violati dei bambini di Gaza

Le Giornate Basagliane 2023 presso la Casa del Popolo Quartaccio “Lorenzo Orsetti”
Prossima storia

“La rivoluzione del comodino”, a Roma una mostra per le Giornate Basagliane