Una petizione con oltre 21mila firme per impedire alle aziende di combustibili fossili di sponsorizzare gli sport invernali. Se l’è vista presentare, mercoledì, la presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry. Interrogata in merito dalla Bbc, Coventry ha valorizzato la presenza di atleti degli sport invernali tra i promotori e firmatari, aggiungendo:
«So che la petizione si è incontrata con il nostro team oggi e stiamo discutendo per migliorare e per far sì che i nostri stakeholder lo facciano. Ma questo richiede tempo».
Una risposta vaga, per i promotori
La petizione, denominata Ski Fossil Free, era stata avviata poco più di un mese prima (ed è ancora possibile firmare, qui). Uno dei promotori, Calum Macintyre, ha commentato su LinkedIn: «La risposta del Cio è stata piuttosto vaga e non ha risposto a nulla di ciò che la petizione chiede: che il Cio pubblichi un rapporto prima dell’inizio della stagione 2027, giustificando se può continuare ad accettare sponsorizzazioni nel settore dei combustibili fossili».
Eni il principale imputato
Macintyre sottolinea anche, nel suo post, come la torcia olimpica sia addirittura arrivata alla sede del «colosso petrolifero italiano Eni», il principale imputato: «e un loro capo ha avuto l’onore di trasportarla».
Sponsor problematici
Già da mesi attivisti e giornalisti si sono occupati dei profili critici di questi Giochi, dalle mancate valutazioni di impatto ambientale delle strutture al consumo di suolo segnalato nell’ultimo rapporto Ispra sul tema.
Sulle sponsorizzazioni, un’inchiesta di LaviaLibera uscita a luglio era introdotta da una efficace sintesi della direttrice Elena Ciccarello: «Nelle 127 pagine del dossier di candidatura la parola “sostenibilità” compariva ben 96 volte , invece nella lista dei 45 sponsor e partner ufficiali di Olimpiadi e Paralimpiadi è facile incontrare i nomi dei colossi dell’industria fossile e bellica e imprese note per lo sfruttamento ambientale e del lavoro».

La mobilitazione di Greenpeace Italia
Giovedì mattina in piazza Duomo gli attivisti di Greenpeace Italia hanno installato un modello degli anelli olimpici ricoperti di petrolio nero, esponendo striscioni con la scritta “Cacciate gli inquinatori dai Giochi”.
In un comunicato diffuso questa settimana, la ong ricordava come «secondo uno studio commissionato dallo stesso Comitato Olimpico Internazionale (Cio), entro il 2080 oltre la metà delle località idonee a ospitare i Giochi Olimpici Invernali non potrà più farlo a causa del riscaldamento globale alimentato dalle aziende dei combustibili fossili come Eni».
Anche Greenpeace Italia ha attivato una petizione, che è possibile firmare qui.



















