Il 15 maggio di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale dell’Obiezione di coscienza al servizio militare. Quest’anno nel nostro Paese la celebrazione si accompagna a un invito concreto all’azione attraverso l’Action Day “Un’altra difesa è possibile”.
La Campagna punta a trasformare il “no” alle armi in una proposta strutturata per le istituzioni.
La giornata del 15 maggio
Il percorso dell’obiezione di coscienza nel nostro Paese è iniziato nel 1948, dalla scelta nonviolenta di Piero Pinna, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale. Fu lui a definire il proprio rifiuto del servizio militare come “obiezione di coscienza” e a dargli rilievo pubblico.
Il riconoscimento giuridico culminò con la legge istitutiva del Servizio Civile nel 1972. Nel 2026, la giornata del 15 maggio lancia la proposta di legge che promuove la creazione di un Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La proposta di legge di iniziativa popolare
La proposta di legge per un Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta mira a creare una “casa” istituzionale a chi opera per il bene comune scegliendo vie alternative alla guerra. Il Dipartimento riunirebbe sotto un’unica regia Corpi civili di pace, Protezione Civile e Servizio Civile Universale.
La proposta prevede, inoltre, investimenti in strumenti che evitino l’escalation bellica e la normalizzazione della guerra, puntando su interventi civili strutturati, oltre che sull’educazione alla pace. Il progetto si finanzierebbe anche tramite il 6 per mille dell’Irpef, in modo da permettere a ciascuna persona di decidere se destinare una quota delle proprie tasse alla difesa militare o a quella civile.
Come dare il proprio contributo
Per portare la proposta di legge in Parlamento è necessario che raggiunga la soglia delle 50.000 firme. È possibile firmare online, sul portale del Ministero della Giustizia tramite accesso con Spid o Cie. La campagna “Un’altra Difesa è possibile” è promossa dalle reti CNESC (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile), Rete Italiana Pace e Disarmo, e da Sbilanciamoci.
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