Rimini è la capofila tra i comuni proponenti il Decalogo del Buon Consumatore promosso dall’Alleanza di Città e Paesi intorno al Mare contro la plastica monouso.
La prima diffusione si è svolta lo scorso 21 giugno, durante la cerimonia dell’alzabandiera per l’attribuzione della Bandiera Blu al mare di Rimini, dopo anni di assenza. L’opuscolo consiste in dieci preziose schede informative su scelte per gli acquisti da non fare e da fare.
Per spingere produttori e venditori a limitare l’uso di packaging in plastica e prodotti usa e getta.
In dialogo con il marketing di prodotto
Il claim della campagna è infatti “il marketing siamo noi”, finalizzata a orientare nel consumo i cittadini per essere maggiormente utili a se stessi e all’ambiente. Infatti, l’Alleanza di Città e Paesi d’Italia intorno al Mare partita a febbraio scorso, riconosce il potere che esercitano sul mercato le nostre scelte.Ogni acquisto rappresenta un messaggio al marketing e può contribuire a spostare verso modelli più sostenibili i processi di produzione e distribuzione.
Il format
Le illustrazioni sono a fumetti e i testi brevi e chiari, con Qr code che linkano a reti di consumatori o a campagne virtuose. I punti sono dieci: da fonti scientifiche sono state tratte dieci tipologie di prodotti tra le categorie che disperdono più plastiche nell’ambiente . Trasformate in micro e nanoplastiche, se respirate, assimilate e ingerite, entrano nella catena alimentare e creano i danni maggiori agli organismi viventi.

Le dieci proposte
Preferire l’acqua del rubinetto e l’uso di borracce riutilizzabili; evitare imballaggi superflui e packaging in plastica; rinunciare a stoviglie monouso anche quando dichiarate compostabili; scegliere detergenti e prodotti per l’igiene personale sfusi o ricaricabili; ridurre l’utilizzo di capsule per il caffè e bustine di tè contenenti componenti plastiche.
E ancora: promuovere alternative al polistirolo nella filiera ittica; contrastare la dispersione delle reti impiegate nella mitilicoltura; limitare l’abbandono dei mozziconi di sigaretta sulle spiagge; orientare i consumatori verso pannolini a minore impatto ambientale; sostituire palloncini e coriandoli di plastica con soluzioni creative e naturali.
Scegliere un ruolo attivo
Il valore del decalogo risiede proprio nella sua concretezza. Gesti apparentemente insignificanti della vita quotidiana mostrano il loro valore ambientale. L’invito è quello di ripensare il modo di consumare, conoscendo i suoi impatti sull’ambiente, per riprendercene la responsabilità.
Responsabilità che è anche potere sulla nostra salute e su quella degli ecosistemi.




















