Martedì 14 luglio, al Curtîl di Firmine di Cividale del Friuli (Ud), alle ore 21.30 arriva Taranto chiama, il documentario-inchiesta scritto e diretto dalla giornalista Rosy Battaglia.
L’evento, a ingresso libero fino a esaurimento posti, si svolge nell’ambito della rassegna Mittelimmagine, in collaborazione con Mittelfest, la Storica Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Cividale del Friuli e Il Curtîl di Firmine. In caso di maltempo, l’evento si terrà nella Sala Sociale della Somsi di Cividale del Friuli.
La parola alle persone
«Mittelimmagine è una rassegna preziosa, possibile grazie alla Somsi e a Renato Danelone, che ogni anno ci propone tre titoli», dichiara Giacomo Pedini, direttore artistico di Mittelfest. «È preziosa perché sono documentari, storie accadute che riguardano eventi collettivi o personalità troppo spesso obliate dal discorso pubblico. Forse non è il caso di Taranto, ma il valore del lavoro di Rosy Battaglia sta nell’aver dedicato tempo e attenzione alle voci di quella città, e non solo, perché la storia di un’industria e di una comunità sono intrecciate nel passaggio fra generazioni, nella loro stessa possibilità di vivere. E il senso e il desiderio di vivere sono al centro di questa edizione di Mittelfest».

Interrogarsi sul futuro dei territori
Per la Somsi, che promuove Mittelimmagine, la presenza del docufilm di Battaglia conferma il valore civile della rassegna: portare al pubblico documentari capaci di aprire domande sul presente, illuminando storie collettive, comunità e territori che riguardano l’intero Paese. «Siamo felici di aver rinnovato questa collaborazione con Mittelfest, nata nel 2006 e oggi rilanciata grazie alla sensibilità e all’attenzione del direttore artistico Giacomo Pedini», ha sottolineato Renato Danelone, presidente della Somsi.
La proiezione di Taranto chiama arriva in giorni di nuova attenzione per la vicenda tarantina, mentre prosegue a Milano il confronto giudiziario legato alla sospensione dell’area a caldo dell’ex Ilva, dopo l’iniziativa promossa dai Genitori Tarantini Ets.
L’attivismo della cittadinanza
Girato tra il 2016 e il 2025, Taranto chiama partendo da Trieste, racconta Taranto, città dichiarata dalle Nazioni Unite “zona di sacrificio”: un territorio segnato dall’inquinamento dell’ex Ilva. Il film si apre con l’abbattimento della Ferriera di Servola, a Trieste, il 18 settembre 2022, e nasce anche dal messaggio che attiviste e attivisti triestini rivolsero ai Genitori Tarantini, costruendo un ponte civile tra due città segnate, in modi diversi, dal rapporto tra industria, salute, lavoro e futuro.
Dal Friuli alla Puglia
Una parte importante della produzione ha inoltre radici friulane. Taranto chiama ha incontrato il contributo di Bruno Roiatti e dei Mosfet Collective di Cividale del Friuli, che hanno accompagnato il progetto con le loro musiche, e di Riccardo Calderini, montatore del film, anche lui cividalese. «Per me è un ritorno importante», dichiara Rosy Battaglia. «Proprio dalla sede della Somsi, nel novembre 2023, lanciammo uno dei comunicati stampa più significativi del percorso di inchiesta su Taranto, quello sulla presenza di diossina nel latte materno.

«Tornare qui oggi con il film compiuto significa chiudere e insieme riaprire un cerchio».



















