Un ragazzo visibilmente malnutrito aspetta la sua razione di cibo a Gaza City, 18 maggio 2025
Un ragazzo aspetta la sua razione di cibo a Gaza City, 18 maggio 2025 Foto: Zuma press

Gaza, la fame sotto le bombe. Al via l’operazione Carri di Gedeone

Dopo il via libera del governo israeliano, l'occupazione militare della Striscia di fatto è iniziata. Mentre cresce l’allarme per le condizioni sanitarie di una popolazione ormai stremata. Le condanne da Londra, Parigi, Ottawa. E l'Italia?
22 Maggio, 2025
3 minuti di lettura

Dopo la decisione presa dal Gabinetto di Sicurezza lo scorso 5 maggio, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il 16 ha avviato l’operazione “Carri di Gedeone”. A seguito del viaggio di Donald Trump in Medio Oriente, è iniziata un’imponente operazione militare mirata a smantellare Hamas, spostare la popolazione verso sud e liberare gli ostaggi. Almeno, questa è la motivazione ufficiale delle Forze di difesa israeliane.

Carri armati israeliani al confine meridionale di Israele con Gaza, 20 maggio 2025
Carri armati israeliani al confine meridionale di Israele con Gaza, 20 maggio 2025. Foto: Zuma press

Di fatto si tratta di un’occupazione militare che si unisce ai bombardamenti incessanti, alla volontà di prendere il controllo dell’intera Striscia di Gaza e deportare 2,1 milioni di persone.

Striscia sotto assedio

A Gaza la popolazione è sotto assedio. Secondo Oxfam oltre 1 milione di persone è costretta a vivere in condizioni disumane, a bere acqua sporca e contaminata. La situazione sanitaria è al collasso. I bambini vivono con la costante pura di morire. Oltre il 70% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie sono state distrutte o danneggiate a causa dei bombardamenti israeliani. Dal 2 marzo sono stati bloccati gli aiuti umanitari.

Aiuti bloccati

E nonostante l’accordo dello scorso lunedì fra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, in seguito alla forte pressione internazionale, sull’ingresso di 93 camion carichi di cibo e medicine, secondo le Nazioni Unite ci sono stati rallentamenti e blocchi.

LEGGI ANCHE >
Un urlo per Gaza

Le stesse Nazioni Unite hanno dichiarato che «più di 28.000 donne e ragazze sono state uccise a Gaza dall’inizio della guerra, nell’ottobre del 2023 – vale a dire una donna e una ragazza in media uccise ogni ora negli attacchi delle forze israeliane».

Le denunce delle Ong

Per Pascale Coissard, coordinatrice di Medici Senza Frontiere (MSF) a Khan Younis, la quantità di aiuti è insufficiente: «Una cortina fumogena per fingere che l’assedio sia finito. La decisione delle autorità israeliane di consentire l’ingresso di aiuti in quantità ridicolmente inadeguate a Gaza dopo mesi di assedio ermeticamente sanzionato segnala la loro intenzione di evitare l’accusa di affamare la popolazione di Gaza, mentre di fatto la mantengono a malapena in vita».

Pascale Coissard
Foto: TaInternational/PD

Rottura diplomatica

Israele non si ferma nemmeno dinanzi alla dura condanna di Francia, Canada e Regno Unito, che considerano la guerra a Gaza del tutto sproporzionata. «Abbiamo sospeso i negoziati con il governo israeliano su un nuovo accordo di libero scambio. Rivedremo la cooperazione con loro nell’ambito della roadmap bilaterale per il 2030. Le azioni del governo Netanyahu hanno reso tutto questo necessario», ha dichiarato il ministro degli Esteri del Regno Unito, David Lammy, intervenendo alla Camera dei Comuni.

LEGGI ANCHE >
Gaza sotto assedio. Israele punta sui territori e medita la deportazione

La risposta del governo israeliano è stata rapida: «Londra è mossa da un’ossessione antisraeliana e da calcoli politici interni. Se il governo britannico è disposto a danneggiare la propria economia, è una sua decisione. Il mandato britannico sul protettorato d’Israele è terminato esattamente 77 anni fa e le pressioni esterne non devieranno lo Stato ebraico dalla sua strada».

Europa divisa

Sui social, nel frattempo, si diffondono i video di bambini affamati e le dichiarazioni di giornalisti che negano il genocidio. Un importante segnale è arrivato però dall’Europa: aumentano le condanne alle scelte del governo di ultradestra israeliano. Dopo la Spagna e l’Irlanda, i Paesi Bassi, storico partner di Israele, hanno sollecitato gli altri governi e l’esecutivo Ue perché valuti l’attivazione dell’articolo 2 dell’accordo di associazione – che vincola i rapporti bilaterali al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici – in reazione al blocco degli aiuti a Gaza.

Alleanza da rivedere

Una proposta sposata nel complesso da 17 Paesi. «È chiaro dalla discussione tenuta oggi che c’è una forte maggioranza a favore della revisione dell’articolo 2 del nostro accordo di associazione con Israele. Quindi avvieremo questo lavoro», ha detto il capo della diplomazia Ue, Kaja Kallas, nella conferenza stampa tenuta al termine del Consiglio Affari esteri il 20 maggio.

La posizione dell’Italia

Ma l’Europa non è unita. Prendono le distanze, infatti, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, e anche la Germania e l’Italia. Già Viktor Orban, primo ministro dell’Ungheria, si era opposto nei giorni scorsi alle sanzioni nei confronti dei coloni violenti. E mentre Donald Trump sembra essere pronto per un accordo con Teheran sul nucleare, arrivano dall’intelligence degli Usa le notizie di un possibile attacco da parte di Israele alle centrali nucleari iraniane.

Fa discutere intanto anche il provvedimento del governo italiano che autorizza l’acquisto di tecnologie militari da Israele.

Mielizia

Saperenetwork è...

Michele D'Amico
Michele D'Amico
Sono nato nel 1982 in Molise. Cresciuto con un forte interesse per l’ambiente.Seguo con attenzione i movimenti sociali e la comunicazione politica. Credo che l’indifferenza faccia male almeno quanto la CO2. Giornalista. Ho collaborato con La Nuova Ecologia e blog ambientalisti. Attualmente sono anche un insegnante precario di Filosofia e Scienze umane. Leggo libri di ogni genere e soprattutto tante statistiche. Quando ero piccolo mi innamoravo davvero di tutto e continuo a farlo.
Corso Sapereambiente 2026
Lifegrace guida
Mielizia
Resto sfuso

Agenda Verde

Librigreen

no title has been provided for this book

“Ogni istante è una vita”. A Gaza, scrivere per resistere al genocidio

Il genocidio a Gaza è una pagina nera della nostra storia contemporanea. E non può essere ricondotto soltanto ai bombardamenti sulla popolazione inerm

no title has been provided for this book

“Il limulo”. Vita e prodigi di un fossile vivente da amare e proteggere

Ha visto la luce qualcosa come 450 milioni di anni fa e da allora non è cambiato di una virgola o quasi. È il limulo, uno dei fossili viventi più long

cover I processi vitali del bambino

Lo spirito del bambino e il bosco maestro: elementi di pedagogia antroposofica

«Nel corso della perenne trasformazione che è la crescita, come cresce l’anima?». Bisogna partire almeno da questa domanda per situarsi e orientarsi a

Più letti

Andrea Cosentino durante "L'asino d'oro".
Storia precedente

“L’asino albino”, 20 anni dopo. Andrea Cosentino e il coraggio della divergenza

Colazione al villaggio La Fiermontina Ocean
Prossima storia

Marocco segreto. Nell’eco-retreat di Larache, dove l’accoglienza crea futuro