Manifestazione a Washington, gennaio 2024. Foto: Johnny Silvercloud

Memorandum Italia-Israele: un gesto per non essere complici di crimini contro l’umanità

Mentre in Europa c'è chi prende posizione per non armare Israele, secondo dieci giuristi nostrani la revoca dell'accordo di cooperazione militare è una decisione obbligata perché l'Italia non diventi giuridicamente complice di Netanyahu. Peacelink invita tutte e tutti a sollecitare i parlamentari
31 Maggio, 2025
2 minuti di lettura

Ormai è noto: il nostro paese ha un accordo di cooperazione militare con un governo responsabile di bombardamenti indiscriminati e di assedio umanitario alla popolazione civile. Dopo la firma lo scorso 21 maggio da parte di un gruppo di giuristi, di una Diffida formale al Governo italiano che richiama l’obbligo di rispettare i principi costituzionali e i trattati internazionali, revocando l’accordo, Peacelink ha invitato anche cittadine e cittadini a “farsi sentire” scrivendo ai parlamentari, affinché il Memorandum d’Intesa con Israele non sia rinnovato.

Vent’anni di cooperazione militare

Il Memorandum d’Intesa in materia di cooperazione militare e della difesa con Israele è entrato in vigore nel 2005 e prevede un rinnovo ogni 5 anni. Oggetto dell’accordo, lo scambio di know-how, di software e hardware, informazioni, l’organizzazione di attività di addestramento, e altro ancora. Il Memorandum è in scadenza l’8 giugno. Se non revocato, verrà rinnovato automaticamente.

L’iniziativa dei giuristi italiani

I giuristi firmatari della Diffida al Ministero della Difesa e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale hanno riscontrato una «manifesta illegittimità costituzionale del rinnovo del Memorandum in questione, per violazione, immediata e diretta, sia delle fonti del diritto internazionale, così come inquadrate dalla Corte Internazionale di Giustizia e dagli organi internazionali, in nome del diritto umanitario e della pace, sia della Costituzione, nello specifico degli artt. 1, 2, 3, 10, 11, 21, 28, 54, 117, comma 1, Cost., che conferiscono legittimità di diritto interno a quelle fonti internazionali e alle Autorità ONU, in nome del primato della dignità della persona umana e del diritto umano alla pace».

Secondo i giuristi la revoca è, dal punto di vista giuridico, una decisione obbligata.

Armi e concorso di colpa

Il trasferimento di materiali militari che possano essere strumentali della condotta genocidiaria del governo di Israele è, legalmente, una condotta concorsuale. Nonostante le interrogazioni parlamentari non sono state date dall’esecutivo informazioni precise a tali trasferimenti, ha sottolineato uno dei firmatari, l’avvocato Gianluca Vitale, in un’intervista a RBE. La Leonardo però ha dichiarato che il materiale necessario per gli aerei addestratori è tutt’ora inviato in Israele. Secondo le Statistiche Istat del commercio estero, come riportato da Altreconomia, nel 2024 abbiamo esportato “Armi e munizioni” verso Israele per un valore di 5,2 milioni di euro.

Nel frattempo, in Europa

Proprio ieri il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul ha annunciato una revisione delle esportazioni di armi della Germania verso Israele alla luce delle possibili violazioni del diritto umanitario internazionale. La Camera dei deputati della Spagna lo scorso 20 maggio ha approvato la proposta di legge che mira a vietare automaticamente la vendita di armi a Israele e a qualsiasi altro Paese sottoposto a indagini internazionali per genocidio.

Un invito alla cittadinanza

Peacelink ha lanciato a tutte e tutti l’invito a far sentire il proprio dissenso con un’azione concreta. Possiamo scrivere a deputati e senatori affinché l’Italia revochi questo accordo. Al link in fondo alla pagina, il testo per la mail suggerito da Peacelink gli indirizzi dei parlamentari.

Per saperne di più

peacelink.it/conflitti/

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