
Cosa direbbe il Mediterraneo, se raccontasse quello che avviene tra le sue onde? Di storie ne ha infinite, considerato che si originò 200 milioni di anni fa. Il nostro mare non era certo quello odierno ma, essendo mari e oceani ambienti vivi, lo vediamo cambiare anno dopo anno, e non sempre in meglio. È tramite la penna della biologa marina Emilia Fulgido e le illustrazioni di Alessandra Benigno che Cronache dal Mediterraneo. Storie biodiverse sotto le onde del mare (Editoriale Scienza, 64 pagg. a colori) aiuta ad avvicinare i bambini dai 5 anni a quello che si agita nelle profondità marine e che non vediamo.
Educare alla tutela ambientale
La salute delle nostre acque è fonte di preoccupazione crescente e anche con manuali come questo si cerca di sensibilizzare sull’importanza degli ecosistemi e della tutela ambientale. Si tratta del terzo volume illustrato della collana di sei libri tutti a tema biodiversità, realizzato in collaborazione con il National Biodiversity Future Center (Nbfc), ovvero il primo centro di ricerca nazionale dedicato alla biodiversità finanziato dal Pnrr, che mira a promuovere la gestione sostenibile della biodiversità su tutto il territorio italiano.

Tra scoperte e consapevolezza
Così, nelle pagine del libro, i piccoli impareranno a conoscere – e ad amare – gli abitanti del mar Mediterraneo, che necessitano più che mai di protezione. Non solo quelli purtroppo ad alto rischio di estinzione, come la foca monaca mediterranea e la tartaruga marina, le cui vicende conosciamo già, ma anche quelli più comuni eppure indispensabili.
Mare piccolo, grande ricchezza
Pur rappresentando solo l’1% della superficie degli oceani del pianeta, il Mediterraneo è infatti una culla biodiversità ospitando circa l’8% delle specie marine finora scoperte: oltre 17mila tra animali, piante e altre forme di vita, minacciati dall’azione dell’uomo che sfrutta su larga scala – ma anche più ristretta, come quando si fa pesca a strascico o non si bada ai cicli riproduttivi dei pesci – o, peggio ancora, non si prendono provvedimenti per tutelare la nostra “casa acquatica”.
Tante informazioni sono quindi tratteggiate, con un simpatico pescetto, il signor Trombetta, a commentare questa panoramica sugli abitanti endemici del Mare Nostrum ma anche sulle specie aliene che si adattano così bene da risultare invasive e dannose, come per esempio il granchio blu.

Lo sapevate che…
Lo sapevate quindi che i coralli non sono solo rossi ma anche gialli, bianchi e neri? O che ci sono sinergie che durano tutta la vita come quella tra il paguro fedele e l’anemone mantello, che crescono insieme, a mutuo vantaggio? La lettura di Cronache dal Mediterraneo farà apprendere ai bambini – ma, scommettiamo, anche agli adulti – la differenza tra polpessa e polpo o cosa lega elefanti e diverse specie marine o individuare quelli che genericamente chiamiamo frutti di mare.
E poi l’importanza di non pescare in maniera indiscriminata: la cernia, per esempio, da femmina diventa maschio quindi va pescata oculatamente per non comprometterne l’equilibrio.
Colori e clima
Oppure esplorare le sfumature con cui si vestono i pesci che, a volte, nel passaggio all’età adulta cambiano colore, come la ricciola che va dal giallo all’argento o la donzella pavonina, una delle specie più colorate a seconda anche del genere e dell’età, che ci parla anche della meridionalizzazione del Mediterraneo, il fenomeno per cui specie termofile si trovano ora anche in regioni del mare più settentrionali, in quanto ormai più calde. E tra le storie biodiverse trova anche spazio quella di Chiara Vigo, l’ultima tessitrice del bisso con cui le nacchere si ancorano ai fondali.

Un tesoro da custodire
Andando avanti nella lettura sono tante le informazioni che ci fanno capire che tesoro di biodiversità è il Mediterraneo e quanto gli dobbiamo. Un mare chiuso ma in realtà aperto verso l’esterno tramite lo stretto di Gibilterra e il canale di Suez (ma nel libro si spiegherà anche il breve periodo in cui il Mediterraneo è stato effettivamente chiuso).
Un volume che affascinerà i lettori e chissà, magari tra di loro c’è un futuro conservazionista “in erba” anzi, “nella posidonia”.

















