Trump annuncia i dazi

Se siamo ancora in tempo

Ieri sera l’amministrazione americana ha presentato il piano dei dazi. Una sfida simbolica, oltre che economica, che disegna un mondo ancora più diviso. E per uscirne, al di là degli interessi di nicchia, serve pensare una nuova globalità umana
3 Aprile, 2025
1 minuto di lettura

Il 20% per l’Unione Europea, il 34% per la Cina. Solo il 10% per la Gran Bretagna, insieme ad altri 60 paesi che si distribuiscono percentuali variabili fino al 46% del Vietnam.  Tutto ci sta riportando indietro in questi ultimi anni seguiti alla pandemia, con la sua amara lezione sull’imprevedibilità dei processi biologici, che sembrava aver creato le premesse per una nuova consapevolezza globale sulle reali sfide dell’umanità.

Teatralità e campanilismo

Adesso, dopo le guerre che aumentano anziché diminuire (con le atrocità di cui i media ci restituiscono una minima parte) e la mutazione genetica dell’Unione Europea che è passata dal Nobel per la pace al riarmo, arrivano i dazi il cui valore simbolico non pesa meno di quello effettivo. L’amministrazione americana li ha comunicati con una teatralità e in un clima di attesa che acuisce il senso di sconcerto, pienamente distopico, quasi da fiction absurdista, con cui osserviamo tutto questo.

Finestre sul cortile

Ancor più ci sembra patetico e fuori da ogni reale percezione delle grandezze concrete di questa vicenda, che intanto ha sortito l’effetto di far crollare le borse e acuire le tensioni internazionali, lo sguardo sul proprio cortile che emerge delle diverse categorie: il consorzio del Parmigiano Reggiano che punta a tutelare il suo piccolo, i produttori del vino (che la casualità vuole riuniti proprio fra pochi giorni per il Vinitaly, dove c’è da credere che il tema terrà banco) lamentano le perdite cui andranno incontro, il settore delle automobili che fa i conti con il calo delle vendite, come il prosciutto e così via.

Pensare una nuova globalità

Veniamone fuori, quasi per evocare il titolo del libro di Fabio Deotto che recensivamo poche ore fa su questa rivista. Innanzitutto noi, con lo sguardo, con la testa da questa melma della modernità in cui siamo precipitati. Con un salto di scala nello sguardo, che ci permetta di pensare una nuova globalità più umana, visto che quella dei mercati ha mostrato tutta la sua fragilità. Resistiamo a questa sequela di atti e messaggi che puntano a costruire un mondo diviso, anzi suddiviso fra più centri di potere che si sfidano ma allo stesso tempo vanno a braccetto. L’offensiva non è economica e la risposta non sta soltanto nell’economia, bisogna coltivare pensiero, andare oltre la risposta di un corteo e rimettere in campo le idee fondatrici, coraggiosamente ecopacifiste, del tracciato ambientalista.

LEGGI ANCHE >
Barry Commoner, far pace tra gli uomini e con il pianeta. Una visione necessaria

Se siamo ancora in tempo, perché il dubbio francamente chi scrive ce l’ha, pensando anche alle scadenze del clima che ormai sono finite nel dimenticatoio dell’agenda planetaria. Ma intanto una diversa visione delle cose è nella nostra disponibilità.

E quella va tutelata, come la rotta di una nave in burrasca.

Mielizia

Saperenetwork è...

Marco Fratoddi
Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, è direttore responsabile delle riviste Sapereambiente e Terraneamagazine. Insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino con un corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media dal quale è nato il magazine studentesco Cassinogreen. Insegna inoltre Comunicazione ecologica presso la Pontificia Università Antonianum di Roma. Partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al), ha promosso la nascita del Festival europeo di poesia ambientale e del Poetry Village di Roma. Ha diretto dal 2005 al 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini, è stato fino al 2021 caporedattore del magazine Agricolturabio.info e fino al 2019 Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino. Ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014), Tre domande sull'economia circolare (Mdc, 2024).
Corso Sapereambiente 2026
Lifegrace guida
Mielizia
Resto sfuso

Agenda Verde

Librigreen

no title has been provided for this book

Tempo di ritorno, nel racconto di tre generazioni l'inizio della crisi climatica

Forse uno dei metodi più efficaci per raccontare la crisi climatica è quello di assumere il particolare come punto di osservazione privilegiato, di ri

no title has been provided for this book

Kaos. Dialogo filosofico sull'anatomia di un mondo in transizione

In un’epoca priva di bussola, Kaos (Il Mulino, 2026) si impone come un dialogo filosofico di rara intensità, volto a decifrare le fratture del present

no title has been provided for this book

“La grande avventura dei Gugulù”: un racconto per salvare il mondo dalla plastica

Il mondo dei Gugulù è fatto di plastica e i suoi abitanti alla plastica ci sono abituati. Anzi, a loro la plastica piace molto e non possono proprio f

TAKE FIVE
Storia precedente

Cinque fenomeni naturali della primavera che dovete conoscere

Roberto De Simone nel 1991
Prossima storia

Addio a Roberto De Simone, il maestro che ha riscritto la tradizione del Sud

Leggi anche...