Bambini a Gaza
Foto: Prima Loro

Sempre più iniziative per Gaza e un Manifesto per un’Offensiva di Pace

Comunità, movimenti, associazioni, portano avanti azioni concrete e simboliche in sostegno alla popolazione palestinese, e la richiesta alle istituzioni di rompere l'allineamento con il governo di Israele. Da Next Economia anche una proposta programmatica rivolta agli enti locali
26 Luglio, 2025
2 minuti di lettura

Continuano, sui territori e sui social, le azioni di solidarietà e sostegno umanitario alla popolazione palestinese, e per chiedere alle nostre istituzioni di rompere l’allineamento indiscusso con il governo di Israele. Questa settimana, inoltre, è stato lanciato da Next Economia un manifesto-appello, rivolto agli amministratori locali ma non solo, per attivare un’Offensiva di Pace. Di seguito una lista minima e parzialissima delle iniziative in corso.

Non restare in silenzio

Di fronte all’inaccettabile posizione del governo italiano, che ha impedito la sospensione dell’accordo di Israele con l’UE e che con Israele mantiene inalterata la cooperazione militare, per rompere il silenzio complice, anche di fronte alla fame usata come arma di sterminio di massa, Gaza Last Day propone una nuova iniziativa simbolica. L’invito è a fare suonare le campane dei palazzi comunali, quelle delle chiese, sirene di ambulanze, navi, barche, porti, pentole e fischietti. In piazze, spiagge, finestre. Domenica 27 luglio, alle ore 22.

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Domiciliarsi a Gaza

Secondo la legge italiana (art.43 del codice civile) domicilio è il luogo in cui la persona “ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi”. Eleggere Gaza come proprio domicilio è un modo di rendere manifeste le proprie preoccupazioni per quel luogo, di «difendere la nostra casa comune, e idealmente far diventare i figli e abitanti di quella terra numerosi “come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare” (Gen. 22,17), così che diventi impossibile per chiunque pensare di sradicarli, di ucciderli, o di trasformarli in servitori di ricchi bagnanti». Tra i promotori e primi domiciliati Raniero La Valle, Tomaso Montanari, mons. Giovanni Ricchiuti (vescovo Presidente di Pax Christi), Franco Moscone (arcivescovo di Manfredonia), Elena Basile, Ginevra Bompiani, Domenico Gallo, Alex Zanotelli.

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Boicottare chi sostiene il genocidio

Anche grazie al report sull’economia del genocidio, scritto dalla relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, si è riaccesa l’attenzione sui nostri collegamenti economici con l’economia israeliana. A differenza dei paesi del Gruppo dell’Aia, l’Europa non si muove per applicare sanzioni a Israele, ma dal basso continua l’iniziativa di boicottaggio promossa dal movimento Bds Italia. Siamo tutti chiamate e chiamati a scegliere fornitori di prodotti finanziari, culturali, commerciali non implicati nel genocidio, e ove possibile a sensibilizzarli sul tema.

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Librerie per Gaza

Da circa un mese, il 5% di ogni acquisto effettuato in alcune librerie di Roma (ma non solo) a nome “Gaza” sarà devoluto a Medici Senza Frontiere, come contribuito per affrontare l’emergenza umanitaria. Un’iniziativa di Paola Moretti con l’adesione di Librerie di Roma. Tra le aderenti Altroquando, Equilibri, Fahrenheit, Passaparola, Racconti Ritrovati, Tomo, Libreria Pagina 272.
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Promuovere a ogni livello dialogo e cooperazione

«A partire dai tanti gesti concreti di chi è in aiuto della Palestina come dell’Ucraina, vogliamo impegnarci con tutti gli amministratori e le amministratrici comunali in un progetto di offensiva di pace». Questa la proposta del  Manifesto per un’Offensiva di Pace, lanciato da Next Economia. La rete di organizzazioni della società civile invita a tornare alle origine dell’Europa, che scelse l’unione per una sicurezza non costruita con le armi ma con la cooperazione.
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L’obiettivo è cambiare il nostro modo di strutturare la società, le relazioni internazionali, e anche la gestione delle situazioni di conflitto: «Dobbiamo andare oltre l’assistenza umanitaria e mettere a disposizione i nostri corpi quali Corpi Civili di Pace, come Alex Langer auspicò, (…) gruppi organizzati di cittadini formati e motivati a operare in contesti di conflitto e tensione con strumenti nonviolenti, per prevenire la guerra, favorire il dialogo, e promuovere la riconciliazione tra le parti».

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Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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