Continuano, sui territori e sui social, le azioni di solidarietà e sostegno umanitario alla popolazione palestinese, e per chiedere alle nostre istituzioni di rompere l’allineamento indiscusso con il governo di Israele. Questa settimana, inoltre, è stato lanciato da Next Economia un manifesto-appello, rivolto agli amministratori locali ma non solo, per attivare un’Offensiva di Pace. Di seguito una lista minima e parzialissima delle iniziative in corso.
Non restare in silenzio
Di fronte all’inaccettabile posizione del governo italiano, che ha impedito la sospensione dell’accordo di Israele con l’UE e che con Israele mantiene inalterata la cooperazione militare, per rompere il silenzio complice, anche di fronte alla fame usata come arma di sterminio di massa, Gaza Last Day propone una nuova iniziativa simbolica. L’invito è a fare suonare le campane dei palazzi comunali, quelle delle chiese, sirene di ambulanze, navi, barche, porti, pentole e fischietti. In piazze, spiagge, finestre. Domenica 27 luglio, alle ore 22.
Domiciliarsi a Gaza
Secondo la legge italiana (art.43 del codice civile) domicilio è il luogo in cui la persona “ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi”. Eleggere Gaza come proprio domicilio è un modo di rendere manifeste le proprie preoccupazioni per quel luogo, di «difendere la nostra casa comune, e idealmente far diventare i figli e abitanti di quella terra numerosi “come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare” (Gen. 22,17), così che diventi impossibile per chiunque pensare di sradicarli, di ucciderli, o di trasformarli in servitori di ricchi bagnanti». Tra i promotori e primi domiciliati Raniero La Valle, Tomaso Montanari, mons. Giovanni Ricchiuti (vescovo Presidente di Pax Christi), Franco Moscone (arcivescovo di Manfredonia), Elena Basile, Ginevra Bompiani, Domenico Gallo, Alex Zanotelli.
Boicottare chi sostiene il genocidio
Anche grazie al report sull’economia del genocidio, scritto dalla relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, si è riaccesa l’attenzione sui nostri collegamenti economici con l’economia israeliana. A differenza dei paesi del Gruppo dell’Aia, l’Europa non si muove per applicare sanzioni a Israele, ma dal basso continua l’iniziativa di boicottaggio promossa dal movimento Bds Italia. Siamo tutti chiamate e chiamati a scegliere fornitori di prodotti finanziari, culturali, commerciali non implicati nel genocidio, e ove possibile a sensibilizzarli sul tema.



















