Carlo Monguzzi durante un evento del primo maggio a Milano, 2011
Carlo Monguzzi durante un evento del primo maggio a Milano, 2011. Foto: Giovanni Mereghetti / UIG

Carlo Monguzzi, l’ultimo uomo perbene. Milano perde la sua coscienza verde

È mancato ieri, all’età di 74 anni, l’esponente ambientalista coerente e controcorrente che ha legato la sua vita all’impegno civile. Dalle prime battaglie ecologiste alle scelte radicali in Aula, una storia spesa fra scuola, politica e partecipazione, fino agli ultimi giorni
14 Aprile, 2026
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Carlo Monguzzi è morto ieri a 74 anni per un mesotelioma da amianto – che beffa nella vita di uno dei giganti dell’ambientalismo italiano. Negli ultimi mesi, la malattia aveva progressivamente aggravato le sue condizioni ma non gli aveva tolto il ruolo di consigliere comunale a Milano con Europa Verde: presente fino all’ultimo nelle battaglie che avevano definito la sua esistenza.

Insegnante e attivista

Milano ha perso qualcosa di raro: un politico onesto. Un uomo che ha scelto la coerenza quando avrebbe potuto scegliere la comodità, che ha detto la verità ai propri alleati quando era molto più facile tacere, che non ha mai messo la carriera davanti ai princìpi. Nato a Milano il 18 settembre 1951, Monguzzi si era laureato in Ingegneria chimica e poi aveva intrapreso la strada dell’insegnamento di matematica. Un percorso che dice già molto di lui: avrebbe potuto fare il tecnico ben pagato, invece scelse l’aula scolastica.

Dal movimento studentesco all’ambientalismo

La politica lo aveva trovato già dagli anni Settanta, quando si era unito al movimento studentesco. Negli anni Ottanta fu tra i fondatori di Legambiente. Passione e cuore che il più delle volte mancano a chi fa politica e ha da tempo barattato gli ideali con gli interessi personali. Carlo no, Carlo non lo aveva mai fatto. Per questo era così diverso. In un Paese in cui la politica è spesso porta d’accesso a privilegi, Monguzzi è stato sempre un insegnante prestato alle istituzioni.

Dissidente e presente

Era noto per devolvere parte del proprio compenso da consigliere a iniziative sociali, tra cui il sostegno alle carceri, un gesto silenzioso e costante che la dice lunga su che tipo di persona fosse. È stato per anni il “dissidente” del centrosinistra: uno di quelli che restano anche quando non sono d’accordo, ma non smettono di dirlo. Presente in piazza come in Aula, dalle commemorazioni per Piazza Fontana ai Fridays for Future. In Aula vantava il 100% delle presenze.

Idee pionieristiche

La lista delle cose per cui Carlo Monguzzi ha combattuto è, in realtà, la lista delle cose che una società civile dovrebbe considerare ovvie. All’inizio degli anni Novanta approdò alla politica regionale, diventando assessore all’Ambiente tra il 1993 e il 1994, e da lì firmò una legge in anticipo sulla normativa nazionale, per rendere la Lombardia la prima Regione in Italia ad avere un sistema di raccolta differenziata. Iniziativa che oggi sembra scontata ma che allora fu rivoluzionaria: è da lì che, in pratica, è cominciata la raccolta differenziata in tutta Italia.

Le tante battaglie

Continuò poi a battersi contro il traffico illecito dei rifiuti, l’abbattimento degli alberi, la caccia, la cementificazione del territorio e il consumo di suolo, e per la trasparenza e onestà nella gestione della cosa pubblica. Non meno centrali le storiche battaglie ambientaliste: dalla qualità dell’aria alle critiche su Area C e Area B, fino alla denuncia del consumo di suolo e della “corsa alle gru” nelle periferie. Negli ultimi anni, nell’ambito delle inchieste sull’urbanistica milanese, chiese che il Comune di Milano facesse ammenda delle “prassi” contestate dalla procura e opponendosi con decisione alla cosiddetta “Salva Milano”.

San Siro e la rottura con Sala

Tra i temi che recentemente lo avevano appassionato c’era la pianificazione urbanistica milanese, secondo lui poco lungimirante e incapace di dare risposte ai più deboli, e la vendita di San Siro, contro cui si era sempre schierato animatamente, ritenendola un’operazione speculativa che avrebbe avvantaggiato solo le due squadre, ma non la città. La vendita di San Siro, approvata dall’aula a fine settembre 2025, fu la goccia che fece traboccare il vaso: Monguzzi si dimise da presidente della Commissione mobilità e ambiente, di fatto abbandonando la maggioranza. Un gesto netto, senza teatro, senza convegni né comunicati trionfali. Il classico gesto di chi ha una bussola interna e la segue.

Pino Pinelli e la Palestina: gli ultimi atti

Dedicare una strada all’anarchico Pino Pinelli fu uno dei suoi ultimi impegni. Il suo ordine del giorno era stato approvato dalla giunta Sala, ma alla cerimonia di intitolazione Monguzzi, a causa della malattia ormai all’ultimo stadio, non era potuto andare. Fino a quando la salute glielo aveva permesso, ogni sera era andato in piazza Duomo alle 18 con la bandiera della Palestina per manifestare silenziosamente per la popolazione di Gaza. Un’altra delle sue ultime battaglie era stata quella per sospendere il gemellaggio di Milano con Tel Aviv, a causa della guerra a Gaza, che non aveva mai avuto paura di definire un genocidio.

L’addio di una città

Il sindaco Beppe Sala lo ha ricordato con queste parole: «Se ne è andato Carlo Monguzzi, se ne è andato un lottatore. Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto reciproco non è mai venuto a mancare. Era l’unico che in aula si rivolgeva a me non con “Sindaco”, ma con “Beppe”. Chi non frequenta la politica non può capire come possano coesistere duri scontri pubblici e solidi rapporti privati».

Un lascito prezioso

La vita di Monguzzi ha attraversato la storia dell’ambientalismo italiano e ne ha raccontato le contraddizioni, le conquiste e le sconfitte. Guardare oltre la vittoria, non fermarsi alla sconfitta, e continuare a lottare, senza mai alzare la voce, per quello che si sa essere giusto: questa è forse la sua eredità.

Il compagno fedele

Un ultimo ricordo. Carlo amava profondamente il suo cane Bertacchio, mancato ad un’età avanzatissima qualche tempo fa, ne mostrava spesso le foto sui social. Un cagnolino che gli somigliava. Sguardo sincero e dolce, un attitudine un po’ dimessa all’apparenza, ma che in realtà nascondeva quasi per pudore tenacia e determinazione. In tanti lo immaginiamo passeggiare con Bertacchio lungo le strade del cielo.

Perché se c’è un cielo, Carlo Monguzzi sarà sicuramente lì.


I funerali di Carlo Monguzzi sono previsti per mercoledì 15 aprile alle 14.45 presso la chiesa di San Michele Arcangelo in Precotto, viale Monza 224, Milano.

 

Mielizia

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Anna Re
Anna Re
Anna Re è una studiosa di ecolinguistica, ecocritica e letteratura (ambientale) americana. Si occupa inoltre dell’insegnamento della lingua inglese nel contesto italiano. Tra le sue pubblicazioni: Italian Environmental Literature: An Anthology (2004), Americana Verde (2009 e 2017), English & the Arts. A Contemporary Romance. Language, Style, Genres (2019), Discourse analysis and the environment: Ecolinguistic perspectives (2024).
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