«Il cibo è vita, smettiamola di mangiare veleno». Intervista a Valentino Mercati

L'azienda che ha fondato 40 anni fa, Aboca, oggi rappresenta un'istituzione fra le B-corp e le Società Benefit a livello internazionale. Fra Cassandre e consapevolezza, filosofia, scienza, sconforto e malcelata speranza, il ritratto di un innovatore che ha avuto il coraggio d'investire nelle erbe officinali e nell'agricoltura sana, dimostrandone la scientificità
11 Gennaio, 2021
1 minuto di lettura

 

«Ci stiamo estinguendo perché cibo, acqua e aria sono avvelenati». Non ha dubbi, né peli sulla lingua, Valentino Mercati. Laurea Honoris causa in Biotecnologie vegetali e microbiche dell’Università di Pisa, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Cavaliere dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro, Accademico del nobile collegio chimico farmaceutico di Roma, vincitore del Premio Scientifico Letterario Casentino per la medicina nel 2012. Eppure il fondatore di Aboca non sembra interessato a fregiarsi degli innumerevoli titoli conquistati nei suoi quarant’anni d’attività. È sicuramente più interessato a diffondere la conoscenza della natura, dell’agricoltura sana, delle piante officinali da cui è stato folgorato all’inizio del suo percorso. Una scelta coraggiosa, all’epoca, per un imprenditore di successo quale era, quella di investire nella

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Valentina Gentile
Valentina Gentile
Nata a Napoli, è cresciuta tra Campania, Sicilia e Roma, dove vive. Giornalista, si occupa di ambiente per La Stampa e di cinema e società per Libero Pensiero. Ha collaborato con Radio Popolare Roma, La Nuova Ecologia, Radio Vaticana, Al Jazeera English, Sentieri Selvaggi. Ha insegnato italiano agli stranieri, lingua, cultura e storia del cinema italiano alle università americane UIUC e HWS. È stata assistente di Storia del Cinema all’Università La Sapienza di Roma. Cinefila e cinofila, ama la musica rock, i suoi amici, le sfogliatelle e il caffè.
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