Ci siamo, anche quest’anno, nel bel mezzo di un maggio volubile, sia dal punto vista climatico che, purtroppo, parallelamente e non meno drammaticamente, da quello storico e geopolitico, a Torino tutto è pronto per l’edizione 2025 del Salone del libro, in programma da giovedì 15 a lunedì 19 maggio negli spazi di Lingotto Fiere.

Un evento che si conferma cuore pulsante della cultura italiana, con centinaia di autori, editori e lettori attesi da tutta Europa.
Pensiero critico
Tra gli ospiti più attesi di questa edizione: Yasmina Reza, Valérie Perrin, Joël Dicker, Scott Turow, insieme a nuove voci della narrativa internazionale e a diversi protagonisti della divulgazione scientifica, della poesia e del pensiero critico. L’edizione 2025, dal titolo Le parole tra noi leggere, richiama versi di Eugenio Montale, Nobel per la letteratura nel 1975, a 100 anni dalla pubblicazione di Ossi di seppia, e al tempo stesso il titolo di un celebre romanzo della scrittrice cuneese Lalla Romano, che proprio al verso del poeta ligure era dichiaratamente ispirato.

Nel bosco di Aboca
E a proposito di una leggerezza auspicabilmente radicata nel presente e mai fatua, partecipe di ciò cha accade nel mondo e al Pianeta, grande protagonista sarà ancora una volta il “Bosco degli Scrittori”, progetto che ormai Aboca Edizioni firma da diversi anni. Il Bosco è uno spazio immersivo tra letteratura e natura, in cui gli autori si confrontano sui grandi temi del nostro tempo – ecologia, cura, paesaggio, corpo e salute – in dialogo con il pensiero sistemico della scienza ambientale.
Il Bosco degli Scrittori, ha ormai un ruolo centrale al Salone, collaudato anche nelle ultime due edizioni grazie a nomi di rilievo tra saggisti, narratori e pensatori impegnati sul fronte dell’ecologia e della filosofia naturale: dal filosofo della scienza Telmo Pievani a Stefano Mancuso, botanico e scrittore, da Elena Granata, urbanista, autrice Aboca all’antropologo Francesco Remotti e allo scrittore e agronomo Antonio Pascale, da Laura Pugno, poeta e scrittrice, all’economista ambientale Andrea Segrè e all’autore e attore Marco Paolini e al poeta Franco Arminio, solo per citarne alcuni.

Serietà leggera
Nel Bosco, le parole prendono letteralmente radici: ogni incontro è pensato come una passeggiata tra libri e idee, con ospiti che interpretano il presente con sguardi interconnessi. Ci piace pensare che, tutto sommato, la leggerezza del titolo dell’edizione 2025 del SalTo sia un augurio in tempi che leggeri non sono: un augurio lontano però dalla superficialità con cui troppo spesso viene confusa la leggerezza, e che invece quest’ultima torni ad essere sinonimo, appunto, di libertà e capacità di essere seri senza essere pesanti, la speciale forma di serietà leggera o di leggerezza seria di cui parlava Annalena Benini, la direttrice del SalTo. Di avere radici mentali salde e al tempo stesso libere, fatte di respiro e interazione, come quelle dell’ecosistema di un bosco.

E quindi anche in questo maggio di preoccupazioni, attendiamo il Bosco degli scrittori come un’esperienza tra le più coinvolgenti del Salone: per scoprire storie che parlano alla mente e al futuro del pianeta.
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