Nel cuore di Caronte. Il caldo anomalo e come ne parliamo

Bollino rosso nel Vecchio Continente, Penisola compresa. Il Belpaese è uno dei più vulnerabili in Europa alla crisi climatica, con Roma che diventa "Infernal City" sulle pagine del Times. Eppure il discorso mediatico sul clima non va (quasi) mai oltre gli eventi emergenziali
18 Luglio, 2023
1 minuto di lettura

Siamo ormai nel cuore di Caronte, che almeno fino a domani porterà picchi dai 44 ai 47 gradi nelle zone interne della Sardegna, in Sicilia e in Puglia e oltre 38-39 gradi nell’Italia del Centro-Nord, con punte di 42-43 gradi a Roma. Entro mercoledì, scriveva ieri l’Ansa, arriveremo a 23 città con il bollino rosso, mentre nel week end è rimbalzato sui nostri media il titolo del Times dedicato a Roma “Infernal City”, gioco di parole sulla “Eternal City”.

L’infernal city oggi

Alle 15:55 di oggi la stazione meteo del Bioparco di Roma riportava 39.9 gradi con un’umidità del 33%, quella di Roma Montesacro 40.1 °C con un’umidità relativa al 27%, la centralina di Casalotti piazza Ormeo (fuori dal raccordo) 36.6 gradi con il 36% di umidità relativa, Roma Eur 36.7 gradi con 48% di umidità. All’aeroporto militare di Pratica di mare 20 km a sud dell’Eur (senza cemento urbano intorno e a 4 km dal mare) i gradi sono invece 32 con umidità relativa del 63%.

 

Carlo Cacciamani, Carlo Cacciamani, climatologo e direttore dell’agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia

 

L’Italia è ritenuta uno dei paesi europei più vulnerabili alla crisi climatica, ricordava il Guardian ieri, ma secondo Carlo Cacciamani, climatologo e direttore dell’agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia ‘Italia Meteo’, sul caldo di questi giorni manca una copertura mediatica “in profondità”. «Ci sarebbe bisogno di più spiegazioni sul perché stia accadendo e sulle cause» ha detto Cacciamani al Guardian.

La crisi climatica resta in secondo piano, mentre l’evento climatico estremo viene ogni volta raccontato come una notizia shock.

Cambiare la comunicazione

Eppure possiamo riuscire ad andare oltre l’approccio emergenziale agli eventi, che ha un suo tornaconto per l’agone politico e mediatico, e che da almeno tre anni non ci abbandona. Questo approccio non lascia spazio a una trattazione seria di cause e soluzioni. Lo spazio, per fortuna, se lo prendono i cittadini nei territori. Proprio giovedì scorso Cacciamani era presente a un incontro partecipativo a Santarcangelo di Romagna (RN), sulla pianificazione della città e sulle misure da adottare per fronteggiare fenomeni estremi come ondate di calore e piogge intense. L’alluvione ha svelato la fragilità dei territori e l’importanza di interventi urgenti e tempestivi, e anche il caldo intenso andrebbe affrontato con un’ottica di adeguamento urbano, in termini di infrastrutture verdi e in generale di misure di mitigazione del clima estremo.

Quanto sarebbe più interessante e utile un discorso mediatico sul caldo che mettesse in primo piano questi temi?

 

Mielizia

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Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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