Papa Francesco, la sua voce ci mancherà
Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco (1936 - 2025). Foto: rawpixel.com

Papa Francesco è morto, la sua voce ci mancherà

Il pontefice è mancato alle 7.35 del Lunedì dell'Angelo, come ha rivelato durante la giornata la Santa Sede, a causa di un ictus. Lascia un'eredità profonda legata ai valori della pace, dell'ambiente e della giustizia per i quali si è speso fino alle ultime ore
21 Aprile, 2025
1 minuto di lettura

«Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo. L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo». Apprendiamo come tutti con sconcerto che papa Francesco, alle 7.35 di questo Lunedì dell’Angelo, se n’è andato dopo dodici anni di pontificato. Le sue ultime parole in forma pubblica, pronunciate proprio ieri durante la benedizione “Urbi et orbi”, restituiscono la cifra di quest’uomo, Jorge Mario Bergoglio, che proprio dieci anni fa (mancano poche settimane all’anniversario) con l’enciclica “Laudato si’…” apriva un paradigma concettuale del tutto inedito, quello dell’ecologia integrale, che punta a interpretare in termini umani e in ogni suo risvolto, non solo economico e tecnologico come spesso accade, l’idea della transizione. Un tema al quale giungeva con un ampio (e poco noto) retroterra di riflessione teologica e che sarebbe rimasto come una costante (basti pensare alla successiva enciclica Fratelli tutti in piena pandemia) del suo apostolato.

Baluardo etico

Ecco, proprio mentre in molti ne ripercorrono la biografia, che il film I due papi di Fernando Meirelles nel 2019 ci aveva fatto conoscere meglio nella dialettica in parte reale, in parte simbolica con il suo predecessore, ci rendiamo conto che soprattutto questo ruolo di argine alla deriva etica cui stiamo assistendo rappresenta l’eredità più importante che ci lascia Papa Francesco. Questa sua capacità d’intervenire nel presente con visioni coraggiose e d’ampio respiro che hanno fatto da baluardo alle molte tendenze di degrado, violenza e sopraffazione che marcano la contemporaneità, il richiamo ad alcuni valori di fondo che potevano (e potranno) unire le persone di fede e quelle più semplicemente animate da principi di solidarietà e cura del bene comune.

Eredità preziosa

Ci sarà tempo per comprendere la portata del suo pontificato e certamente anche i limiti che l’hanno caratterizzato, perché pur sempre in una prospettiva dogmatica si muoveva la sua analisi. Intanto in queste ore, scioccati dalla cronaca, ne piangiamo la scomparsa perché ha fatto compiere a tutti noi molti passi in avanti, perché se c’era una voce che poteva farsi sentire contro le assurdità della guerra, le crescenti disuguaglianze e il depauperamento delle risorse ambientali, quella voce era la sua.

Ci mancherà in questo presente con molte insidie, nel quale la parte laica punti di riferimento così elevati e chiari rispetto a tanti temi cruciali per l’umanità, non ha saputo esprimerli.

Mielizia

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Marco Fratoddi
Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, è direttore responsabile delle riviste Sapereambiente e Terraneamagazine. Insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino con un corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media dal quale è nato il magazine studentesco Cassinogreen. Insegna inoltre Comunicazione ecologica presso la Pontificia Università Antonianum di Roma. Partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al), ha promosso la nascita del Festival europeo di poesia ambientale e del Poetry Village di Roma. Ha diretto dal 2005 al 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini, è stato fino al 2021 caporedattore del magazine Agricolturabio.info e fino al 2019 Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino. Ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014), Tre domande sull'economia circolare (Mdc, 2024).
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