Come invertire la tendenza all’abbandono dei piccoli borghi? Si possono rendere i territori più accessibili, sostenibili e attrattivi, senza convogliare masse di turisti?
Tra le iniziative nel Bel Paese che prevedono l’identificazione e promozione di itinerari tra natura, borghi e sapori, segnaliamo quella finalizzata al rilancio dell’Anello della Val di Fiastra, nel cuore delle Marche: un cammino escursionistico che unisce natura, cultura e comunità locale, con l’intento di promuovere il turismo sostenibile, valorizzando il patrimonio culturale e naturale della zona. Lo spiega con chiarezza Matteo Giacomelli, ricercatore in urbanistica e tra i promotori del progetto “Qui Val di Fiastra”:

«Il nostro laboratorio sperimenta una formula di accoglienza basata sulla partecipazione delle comunità locali e sulla consapevolezza dell’ambiente che ci è intorno».
Mappe collaborative
Il percorso ad anello, lungo circa 60 chilometri, è stato mappato, dotato di segnaletica e di materiali informativi. Sarà inoltre accompagnato da Guida del territorio di “Nonturismo”, in uscita a fine giugno, che andrà ad arricchire la collana editoriale pubblicata da Ediciclo. La collana, creata per promuovere una nuova idea di turismo nei luoghi cosiddetti marginali d’Italia, prevede una redazione collettiva che coinvolge sia la comunità locale, sia chi la visita, ovvero i nonturisti. «Il “nonturismo” d’altra parte – precisa Giacomelli – rappresenta la maniera migliore per attivare relazioni sostenibili fra chi vive il territorio nel quotidiano e chi lo attraversa per la prima volta».
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Un cammino per tutti
L’Anello della Val di Fiastra si sviluppa tra i due versanti della Vallata del Fiastra, ai piedi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, toccando sei borghi medievali che, come custodi, vegliano dall’alto dei colli su una distesa di campagne, boschi, vigneti. È suddiviso in sette tappe, ciascuna con un diverso grado di difficoltà e diverse caratteristiche tecniche. Ogni tappa, con tutte le informazioni su lunghezza, dislivello (in salita e discesa), durata, difficoltà, tipologia di tracciato (se strada asfaltata, sentiero, strada sterrata, ecc.) è descritta nella pagina dedicata del sito web, dove è possibile scaricare anche le tracce Gpx.

Dall’Abbadia di Fiastra a Loro Piceno
L’itinerario prende avvio dall’Abbadia di Fiastra, tra i più importanti complessi monastici cistercensi d’Italia, immerso in un’area naturale protetta. Da qui, il sentiero conduce dolcemente verso Loro Piceno, attraversando campi coltivati, dolci colline e scorci panoramici. Da qui il percorso prosegue verso Sant’Angelo in Pontano, tra vigneti, boschi e spazi aperti che regalano meravigliosi affacci sulle vallate circostanti.

Sul balcone dei Sibillini
La terza tappa conduce a San Ginesio, borgo noto come il “balcone dei Sibillini” grazie alla sua spettacolare posizione panoramica. E ancora verso il borgo di Ripe San Ginesio, fra paesaggi rurali, piccoli casali e aree boscose. Dopo il borgo medievale di Colmurano, dove occorre almeno assaggiare le paccucce (spicchi di mela e/o pera essiccati al sole o al forno ricoperti di mosto o vino cotto), si arriva a Urbisaglia: luogo di grande interesse storico grazie alla presenza del Parco Archeologico dell’antica Urbs Salvia, che custodisce rovine romane perfettamente conservate, tra cui l’anfiteatro.

E l’ultimo tratto ci riconduce all’Abbadia di Fiastra, chiudendo il cerchio di un’esperienza che è al tempo stesso viaggio, esplorazione, incontro.
Per saperne di più
Qui Val di Fiastra, progetto di rigenerazione culturale e sociale, ha vinto il Bando Pnrr Borghi del Ministero della Cultura e ha coinvolto tre soggetti attuatori, Ripe San Ginesio, Loro Piceno e Colmurano, con l’intero territorio della vallata del Fiastra, con i comuni di Urbisaglia, Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio.



















