Il governo dello Zambia ha deciso di rafforzare la produzione energetica attraverso l’energia solare. La Zesco, compagnia elettrica nazionale, ha firmato a febbraio accordi di acquisto di energia con produttori indipendenti (Ipp) per aggiungere 500 MW di capacità solare alla rete. L’entrata in funzione degli impianti è prevista per il 2026. La compagnia elettrica nazionale, inoltre, alla fine del mese di aprile 2024 aveva firmato un contratto con la multinazionale di origine canadese SkyPower Global per assicurarsi 1.000 MW di energia solare.
Senza acqua non c’è elettricità
La siccità che ha colpito lo Zambia lo scorso anno, infatti, ha compromesso la rete elettrica, alimentata finora soprattutto (85%) dalle centrali idroelettriche. Una scelta dettata dalla ricchezza di fiumi (come lo Zambesi, lungo 2.700 chilometri) e di laghi, come il famoso Tanganica, che per due terzi si trova nel paese (con un’area di 2.100 chilometri quadrati). Oggi, tuttavia, il cambiamento climatico sta modificando gli equilibri del paese. Sono frequenti infatti, negli ultimi mesi, le interruzioni di corrente dovute alla scarsa disponibilità idrica nelle centrali idroelettriche, come quella di Kariba. Secondo la Zesco, il deficit energetico è di circa 1.400 MW.
Ampliare l’accesso all’energia
Secondo Africarivista.it, questi progetti potrebbero accelerare la transizione energetica della Zambia: l’obiettivo del presidente Hakainde Hichilema era quello di arrivare a produrre 10.000 MW di energia solare. La transizione energetica mira anche ad aumentare l’accesso all’energia elettrica. Secondo dati del 2022 della Banca Mondiale, meno della metà della popolazione era raggiunta dalla rete elettrica.



















