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Reati contro gli animali, pene più dure ma senza fondi: dentro la nuova legge

È in vigore da sette giorni, dopo anni di attesa, la nuova normativa che tutela gli animali come esseri senzienti e modifica il Codice penale. Ma mancano le risorse per una vera svolta culturale, anche nella formazione delle forze dell'ordine. La nostra analisi su questo provvedimento
7 Luglio, 2025
2 minuti di lettura

È in vigore dalla scorsa settimana, dopo anni di attesa, la legge n. 82 del 6 giugno 2025 che attua modifiche nel Codice penale per i reati contro gli animali. Il testo della proposta di legge iniziale prevedeva l’inasprimento delle pene per i reati contro gli animali, ma anche un totale cambio di prospettiva nel nostro modo di rapportarci a loro sotto il profilo giuridico e infine azioni di prevenzione e di formazione per cittadine, cittadini e forze dell’ordine.

Il documento approvato conferma un progresso nella percezione giuridica degli animali. Ma alcuni aspetti sono stati rivisti al ribasso.

Esseri senzienti

La rivoluzione sta nel nuovo titolo IX-bis del libro secondo del Codice penale, che passa da Dei delitti contro il sentimento per gli animali a Dei delitti contro gli animali: gli animali non sono nostri oggetti o proiezioni del nostro sentire, ma essi stessi esseri senzienti destinatari di tutela giuridica. Un cambiamento che chi si occupa di diritti degli animali attendeva da tempo. La nuova normativa si allinea all’articolo 9 della Costituzione che stabilisce come la legge dello Stato disciplini i modi e le forme di tutela degli animali.

Catene vietate

Tra gli aspetti più positivi c’è il divieto di detenzione degli animali di affezione alla catena, precedentemente previsto solo in alcune regioni, con divieto assoluto o limitazioni parziali. Tenere un cane alla catena significa costringerlo a una vita di privazioni e sofferenze e, in passato, molte associazioni per la tutela degli animali erano costrette a richiedere interventi d’urgenza per vietare l’uso di questo orribile metodo almeno durante l’estate, quando le temperature sono torride e il rischio di incendi è alto. In quei mesi, infatti, non erano rari i casi in cui i cani legati non riuscivano a mettersi in salvo, andando incontro a una morte atroce.

Corse clandestine di cavalli a Catania, 202
Corse clandestine di cavalli a Catania, 2021. Foto: Polizia di Stato

Aggravanti e nuovi reati

Un’altra novità importante riguarda alcune aggravanti introdotte. La presenza di minori, gli atti compiuti nei confronti di più di un animale e la diffusione delle immagini attraverso strumenti informatici o telematici saranno ritenute circostanze aggravanti per reati contro gli animali quali uccisione, maltrattamento, organizzazione o promozione di spettacoli che comportino sofferenze o sevizie, combattimenti o competizioni non autorizzate.

Pene più aspre. E poi?

Le modifiche più rilevanti riguardano sicuramente l’inasprimento delle pene: tempi di reclusione più lunghi e sanzioni amministrative più elevate per i reati contro gli animali. Un passo in avanti rispetto al passato, ma non privo di criticità. La più evidente – e purtroppo comune a molti ambiti – è la garanzia che la legge sia davvero applicata. Questo può avvenire solo con una formazione adeguata e investimenti nelle risorse umane.

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Può capitare, infatti, che le forze dell’ordine siano impreparate anche difronte a casi molto semplici, come le denuncia per lo smarrimento di un cane regolarmente registrato all’anagrafe, episodio vissuto in prima persona dalla sottoscritta pochi anni fa. E la questione fu risolta solo dopo lunghe consultazioni con i colleghi e telefonate alla sezione locale del gruppo forestale che confermò la possibilità di procedere alla denuncia.

Rivoluzione senza risorse

La formazione delle forze dell’ordine e della magistratura, le forme di prevenzione (come l’obbligo per Stato e Regioni di integrare nei programmi scolastici contenuti sull’etologia e il rispetto degli animali) e ancora le attività di riabilitazione per chi abbia commesso un reato contro gli animali con opportuni percorsi terapeutici, sarebbero insomma fondamentali. Invece sono stati cancellati con un colpo di spugna dal progetto originario. Il problema è il solito: non c’è la disponibilità a stanziare risorse per questi interventi.

Un auspicio per il futuro

Sembra insomma, come recita un noto proverbio, che in una materia così importante e con molte implicazioni culturali si vogliano ancora una volta “fare le nozze con i fichi secchi”. L’auspicio è che le modifiche al Codice penale, approvate con clausola di invarianza finanziaria, siano accompagnate da iniziative nei diversi ministeri.

E se non saranno supportate dal punto di vista economico, almeno siano caldamente promosse dal governo.

Mielizia

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Alessia Colaianni
Alessia Colaianni
Laureata in Scienza e Tecnologie per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali, dottore di ricerca in Geomorfologia e Dinamica Ambientale, è infine approdata sulle rive della comunicazione. Giornalista pubblicista dal 2014, ha raccontato storie di scienza, natura e arte per testate locali e nazionali. Ha collaborato come curatrice dei contenuti del sito della rivista di divulgazione scientifica Sapere e ha fatto parte del team della comunicazione del Festival della Divulgazione di Potenza. Ama gli animali, il disegno naturalistico e le serie tv.
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