Allarme rosso per gli impollinatori europei. L’ultimo aggiornamento della Lista Rossa diffuso nei giorni scorsi dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) rivela un peggioramento netto per api selvatiche, farfalle e sirfidi: oggi una specie su dieci rischia l’estinzione in Europa. In appena un decennio, le api selvatiche minacciate sono quasi raddoppiate, mentre tra le farfalle la quota di specie a rischio è salita al 15%.

Un bilancio che conferma un trend ormai evidente: il declino degli impollinatori è una crisi ecologica in atto.
Rischio “beewashing”
Negli ultimi anni, tuttavia, l’attenzione pubblica si è concentrata soprattutto sull’ape mellifera, quale simbolo universale della tutela ambientale. Un fenomeno che ha generato campagne, iniziative aziendali e persino un termine nuovo, “beewashing”, per descrivere la distanza tra la comunicazione e le azioni concrete a favore degli impollinatori.
Specie dimenticate
Alcuni ricercatori denunciano da tempo le condizioni sempre più sfidanti per la sopravvivenza di insetti meno noti delle api da miele, ma altrettanto indispensabili per il loro ruolo di impollinatori. Il professore in biologia dell’Università del Sussex, David Goulson, è una delle voci attive sul tema: «Le api mellifere sono una delle 22.000 specie di api e non sono in declino grazie al lavoro degli apicoltori, ma sono le altre 21.999 api selvatiche ad avere problemi di sopravvivenza» racconta dal suo canale YouTube.

Oltre il dualismo fra impollinatori
Lo scenario che fa da sfondo al messaggio “salviamo le api” si rileva dunque complesso, se non addirittura controverso. Specialmente quando il dibattito solleva ombre sui reali benefici per l’ambiente delle api mellifere rispetto agli impollinatori selvatici.
Soffermarsi su un possibile dualismo tra impollinatori, più o meno bisognosi, rischia, tuttavia, di distogliere l’attenzione dal calo generale della popolazione di insetti in Europa, sempre più evidente e drammatico.
Guarda il video di David Goulson
Crollo globale
Negli ultimi 25 anni la biomassa degli insetti volanti è diminuita del 75%, come rivela uno studio della rivista scientifica Plos One. Un calo registrato, con trend diversi, a livello globale e che ha perfino colpito le aree tropicali, habitat naturalmente favorevoli agli artropodi, come ha evidenziato un’analisi condotta dai professori Roger Kitching e Nigel Stork della School of the Environment and Science della Griffith University.

Il costo della perdita di biodiversità
Di fatto gli insetti ricoprono un ruolo importante per la biodiversità ed è per questo che i ricercatori di tutto il mondo ne misurano la diffusione. Il Global Risk Report del Wef ha classificato nel 2024 la perdita di biodiversità come la terza più grande minaccia economica del prossimo decennio per scarsità delle risorse.
In particolare gli impollinatori hanno un impatto economico rilevante dato che, cita il sito dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra): «Oltre il 75% delle principali colture agrarie beneficia dell’impollinazione operata da decine di migliaia di specie animali (almeno 16mila tra gli insetti). La produzione agricola mondiale direttamente associata all’impollinazione animale rappresenta un valore economico stimato tra 235 e 577 miliardi di dollari».

Sentinelle volanti
All’ape mellifera si riconoscere inoltre il valore di sentinella ambientale, in grado di rendere manifesti, in tempi rapidi, i danni alla salute ambientale grazie all’attenta rete di osservazione sul campo costituita da apicoltori e veterinari. Sottolinea Noa Simon, Direttrice Scientifica di BeeLife, Organizzazione impegnata nella tutela degli insetti impollinatori in Europa: «Gli effetti dei pesticidi sono una grave minaccia per gli impollinatori ma anche per le persone, soprattutto agricoltori. Osservando lo stato di salute degli alveari inviamo alert ai ricercatori scientifici e alla società». E ancora:

«Api e persone agiscono nello stesso ambiente e subiscono le medesime minacce».
Potere simbolico
Realtà evidente nella campagna Save the Bees and Farmers, un esempio di come 140 organizzazioni europee abbiano raccolto 1.1 milioni di firme, per la riduzione dell’uso dei pesticidi in Europa, puntando sulla salute di api e persone. Altro caso che vede api e opinione pubblica alleate si è verificato in Francia con la recente approvazione al Senato, e il successivo blocco da parte dell’Assemblea Nazionale francese, della legge Duplomb. Sono stati due milioni i cittadini firmatari contro alla reintroduzione nel mercato francese del neonicotinoide Acetamiprid, pesticida con effetti devastanti sugli impollinatori.

Legame antico
«Si potrebbe dire che dietro le firme in grado di orientare la politica si nasconde un insetto ineguagliato per il suo potere simbolico, l’ape mellifera», spiega Anna Ganapini, vice-presidente di Unaapi, Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani. «Le api da miele sono portatrici di significati culturali e sociali molto antichi, per gli esseri umani di tutto il mondo. Per questo sono percepite con maggior sensibilità di altri impollinatori e insetti. Grazie a questo siamo in grado di avvicinare le persone alla natura e all’attenzione per la qualità dell’ambiente che le circonda».
Messaggio universale
Così il messaggio di cui si diceva, “salviamo le api”, recupera a pieno il suo significato, al di là dei rischi di “beewashing”, rilanciando l’invito a riflettere sul legame che ci unisce ad un piccolo e più ampio “popolo”, quello degli impollinatori e degli insetti.

Un piccolo popolo da scoprire e tutelare nel concreto per proteggere la salute di tutti noi.
















