Il 16 settembre scorso, il Poetry Village 2025 si chiudeva con un ultimo appuntamento, non presso la Casa del Parco Villa Vignali in Caffarella, ma alla Libreria Panisperna 220 di Roma. Una incontro ricchissimo con Serenella Iovino, filosofa, saggista, docente di Italian Studies e Environmental Humanities all’Università del North Carolina, intervistata da Sara Scarafia, giornalista culturale di Repubblica e Robinson.
Un nuovo campo di ricerca
Occasione del dialogo, la riedizione di Ecologia letteraria (Edizioni Ambiente), volume pubblicato per la prima volta nel 2006, con cui Iovino portò per la prima volta in Italia la voce dell’ecocritica. Un ambito di studi in cui la letteratura è analizzata come strumento di lettura del rapporto dell’essere umano col mondo, capace però anche di ridefinirlo.
Arte che de-umanizza lo sguardo
Nell’intervista Iovino ripercorre autori e pagine di letteratura che hanno il merito di cercare la vicinanza con la vita non umana, con il paesaggio e il pianeta, di sperimentare un nuovo pensiero “abbandonando lo sguardo umano”. Il linguaggio dell’arte può insegnare a vedere: e a comprendere l’altro-da-sé e le nostre responsabilità.
In un momento in cui è urgente adottare un umanesimo non antropocentrico. Buona visione!



















