Una notte buia di settanta e passa anni fa. Un ragazzino esce di casa da solo, con la sua fionda, tiralastico, e si incammina verso Su Monte. Deve vincere la paura del buio e per farlo si inerpica sulla montagna che incombe sopra Nuoro, la città dove è nato. La montagna, sfiora appena i mille metri ma non li supera, è nel cuore della Barbagia ed è sacra a tutti i sardi.
Si chiama Ortobene e il bimbo che l’ha scalata di notte è Domenico Ruiu, a maggio prossimo 79 anni.
La scalata
Ruiu ci salì fino a toccare i piedi di una statua colossale di bronzo, il Redentore, opera di Vincenzo Jerace, fusa a Napoli, trasportata via mare e trascinata sull’ Ortobene il 29 agosto del 1900.
Questa storia ritorna perché Domenico Ruiu, il più importante fotografo naturalista sardo, autore di 25 libri, monografie, racconti e articoli che coprono tutto lo scibile della storia naturale dell’Isola, si è voluto cimentare come autore di Ammentos dae su Monte (Ricordi dal Monte), film in sardo con i sottotitoli in italiano.
Ricordi dal monte
Il film rappresenta un’ora di omaggio alla storia, alla cultura, all’arte e alla natura di questo Ortobene così strano a vederlo da lontano. «Dentro – dice Ruiu – bisogna entrarci dentro per restare senza parole». Infatti l’Ortobene racchiude sculture in granito dovute ai cataclismi naturali che si incastrano tra foreste di lecci, roverelle, sughere quasi impenetrabili.

Una vita di scoperte (sull’Ortobene)
Ruiu, fino alla fine delle scuole medie, trascorreva da giugno ai primi di ottobre l’estate all’Ortobene, in una cumbissias, piccole stanze che circondano la chiesa della Madonna del Monte. «Genitori, quattro fratelli e un nonno in un locale di quattro metri per sette! Da momento che eravamo una famiglia dignitosamente povera la Curia ci concedeva di villeggiare in buona pace». Per Domenico Ruiu sono gli anni della formazione totale: autodidatta come cacciatore fino a diventare autodidatta come fotografo. Impara da solo a riconoscere tutti gli animali e tutto quello che ruota intorno al loro comportamento.

Aquile e grifoni
Arriva così il primo libro, Caro Grifone, nel 1981 e Ruiu svela a tutti la sua passione sia per gli avvoltoi, grifoni appunto, che per le aquile, soprattutto reali. Libro dopo libro nel 2011 ne pubblica uno, Su Monte, l’Ortobene di Domenico Ruiu, che è il prologo del film uscito da poco in Sardegna con grande successo e partecipazione. In questo film, Domenico Ruiu parla del suo monte come fosse un sacrario di storie in cui si alternano poeti, cantori, storici e, su tutti, Grazia Deledda.

Letteratura intorno al monte
Proprio intorno all’Ortobene Deledda scrisse uno dei suoi romanzi più belli e famosi, Cosima. E la presenza della grande scrittrice diventa un momento centrale di riferimento e di ricordi perché proprio 100 anni fa la Deledda fu insignita del Premio Nobel per la letteratura.
Rapportarsi con la natura
Un anniversario non casuale come del resto non c’è nulla lasciato al caso nel lavoro di Ruiu che in tutto la sua vita ha cercato di dare un segno distintivo di cosa voglia dire difendere la natura, fotografarla sempre con il massimo rispetto, divulgarla nelle scuole e dovunque sia possibile perché non è mai abbastanza spiegare quanto ci sia ancora da fare per un rapporto veramente ecosostenibile in periodi difficili e bui come quelli che stiamo vivendo.

Fotografie che rispettano
Vale la pena allora parlare di Ruiu con una carrellata delle sue fotografie. Lo scorcio dell’Ortobene da “dentro” con una spolverata di neve e i segni dell’erosione del granito. Ruiu e le aquile: una foto che ce lo mostra avvinghiato in un nascondiglio improbabile, da lui costruito in una notte per l’appostamento che non disturbi questo rapace, per lui mitico: «Dal censimento del 2016, quando riferii di una settantina di coppie nidificanti. Oggi con tanti osservatori in azione le aquile reali in Sardegna potrebbero raggiungere la cifra record di 90 coppie. Non esiste altro luogo in Italia così ricco», spiega con soddisfazione.

Sardegna da scoprire
Ma poi ci sono i cervi sardi, le pernici sarde, la lepri sarde, gli astori sardi, perché l’isola ha endemismi unici nel Mediterraneo. E sono anche questi animali lo scopo delle sue ricerche e dei suoi appostamenti. Per chiudere, con uno sguardo attento su Domenico Ruiu, due libri unici nella storia del naturalismo italiano (Ruiu è dottore honoris causa in storia naturale).

Due volumi imperdibili
Il primo, Il Fotografo dei Rapaci (Publinova Edizioni Negri, 2012), è in formato gigante e la parte scritta è in inglese, in tedesco, in italiano e in sardo. Raccoglie spettacolari immagini anche scattate in Alaska e nel Nord estremo della Finlandia. Il secondo, Sguardi Paralleli (Publinova Edizioni Negri, 2019), a due mani, è una provocazione ma anche una scommessa. Per realizzarlo ha coinvolto uno dei maestri assoluti del fotonaturalismo mondiale, il finlandese Hannu Hautala, da poco scomparso, di cui molto ha parlato Sapereambiente (qui e qui).
Un confronto fra l’artico bianco e i colori splendenti del mare sardo. Fra i fenicotteri e i galli cedroni, gli orsi bruni e i mufloni.




















