Meno 3% di emissioni climalteranti in Italia nel 2024 rispetto al 2023. Questi i primi dati elaborati dall’Ispra sul quadro emissivo nazionale dello scorso anno. Sono stati annunciati ieri, durante il convegno “Decarbonizzazione: costruire un futuro emissioni zero”, in cui è stato presentato il rapporto “Le emissioni nazionali di gas serra, la situazione in Italia in vista degli scenari futuri”.
Emissioni complessive
Il rapporto disegna il quadro emissivo del nostro Paese dal 1990 al 2023, periodo in cui le emissioni sono diminuite del 26,4% passando da 518 a 385 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. In Italia, il maggior contributo alle emissioni totali è dato da trasporti (28%), produzione di energia (20%), residenziale (18%), manufatturiero (13%), agricoltura (8%), processi industriali (6%), gestione dei rifiuti (5%).

La riduzione è dal comparto produzione elettrica
Il -3% rispetto al 2023 è attribuito da Ispra al settore della produzione di energia elettrica. Il comparto ha ridotto i gas climalteranti del 64% dal 1990 ad oggi. In situazione opposta si trova invece il comparto trasporti le cui emissioni, che rappresentano appunto il 28% del totale, continuano ad aumentare.
Trasporti troppo climalteranti
Le emissioni di gas serra dei nostri trasporti derivano per oltre il 90% dal trasporto stradale e dal 1990 sono aumentate di circa il 7%. Nel periodo considerato il parco auto è cresciuto di oltre il 50% e ad oggi è caratterizzato da veicoli a benzina e gasolio. In tutti gli altri settori sono evidenti le riduzioni delle emissioni, tranne che nella gestione dei rifiuti che però contribuisce solo al 5% del totale nazionale.
Il posizionamento sui target UE
Il rapporto Ispra propone anche un’analisi degli scenari al 2030 (obiettivo UE: riduzione delle emissioni nette del 55% sul 1990) e 2050 (obiettivo UE: neutralità climatica) rispetto a quello di riferimento e allo scenario a politiche aggiuntive previsto dal PNIEC Piano Nazionale Integrato Energia e Clima. Secondo l’Ispra, l’Italia è in linea sia per il target UE di riduzione del 62% rispetto al 2005 delle emissioni dei grandi impianti, dell’aviazione e del trasporto marittimo (Emission Trading System o ETS-1 ), sia sull’assorbimento della CO2 (obiettivo LULUCF – Land Use, Land use Change and Forestry) fissato per l’Italia a circa 35 milioni di tonnellate. Problematico, invece, il target dell’Effort Sharing di ridurre le altre emissioni (trasporti, riscaldamenti, agricoltura, piccola industria ecc.) del 43,7% rispetto al 2005.



















