Operatori della World Central Kitchen al lavoro mentre pianificano le attività (Foto: YouTube)
Operatori della World Central Kitchen al lavoro mentre pianificano le attività (Foto: YouTube)

La ong World Central Kitchen riprende le attività a Gaza

Dopo lo stop per l'uccisione da parte dell'Idf di sette operatori, l'organizzazione fondata dal cuoco José Andreas ha annunciato che ricomincerà a consegnare cibo a Gaza. Ferma la richiesta di un'indagine internazionale sull'attacco del primo aprile
29 Aprile, 2024
1 minuto di lettura

La ong World Central Kitchen (Wck), riprenderà nelle prossime ore le attività nella Striscia di Gaza, dopo la sospensione durata quasi un mese a seguito dell’uccisione di 7 operatori  morti per un attacco dell’esercito israeliano. «Stiamo riavviando la nostra attività con la stessa energia, dignità e attenzione nel nutrire quante più persone possibile» annuncia Erin Gore, amministratore delegato della Wck, come riportato dal Times of Israel. Sempre secondo quanto riportato dal Times of Israel, una squadra palestinese consegnerà il cibo, anche nella parte settentrionale della Striscia, che secondo le organizzazioni umanitarie è particolarmente di difficile accesso. Tutto questo mentre Israele si prepara all’offensiva nella città meridionale di Rafah e deve affrontare la pressione internazionale sulla situazione umanitaria nell’enclave palestinese.

 

 

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Damian’s Kitchen

La Wck ha anche annunciato l’apertura di una terza cucina a Gaza, nella zona costiera di Mawasi. Si chiamerà Damian’s Kitchen in onore dell’operaio umanitario polacco Damian Soból ucciso il 1° aprile. La Wck ha altre due cucine ad alta produzione, una a Rafah e una a Deir al-Balah.

L’organizzazione ha ribadito la sua richiesta di un’indagine imparziale e internazionale sull’attacco dell’Idf.

«Abbiamo deciso di continuare a nutrire le persone. A oggi abbiamo distribuito più di 43 milioni di pasti e siamo ansiosi di distribuirne altri milioni – continua Gore – Il cibo è un diritto universale e il nostro lavoro in Palestina è stata la missione più salvavita nei nostri 14 anni di storia organizzativa. Continueremo a far arrivare quanto più cibo possibile a Gaza, inclusa la parte settentrionale di Gaza, via terra, aria o mare».

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Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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