Letteratura e cinema ci hanno insegnato che, come il fucile di Čechov (quel principio narrativo secondo il quale ciascun elemento di una storia deve servire a qualcosa, e qualsiasi cosa irrilevante deve essere eliminata), la presenza di un animale in scena significa lacrime assicurate: se il fucile prima o poi sparerà, un animale presto o tardi morirà.
Per questo, L’amico fedele (The Friend), sia nella sua versione letteraria, opera di Sigrid Nunez del 2018 (edita in Italia da Garzanti), sia nella sua versione cinematografica, diretta da Scott McGehee e David Siegel, in sala dal mese scorso e ora sulle piattaforme, col suo alano protagonista tiene col fiato sospeso per tutta la loro durata con la domanda, più spesso ripetuta:

«Cosa succede al cane?».
Fedele al romanzo
In questa sede, non vi diremo cosa succede al cane né tantomeno se sarà necessaria una scorta di fazzoletti. Certo è che il legame tra la protagonista e il gigantesco quadrupede difficilmente lascerà indenni da commozione gli amanti degli animali. Film di maniera, L’amico fedele traspone su grande schermo con accuratezza e senza eccessivi tradimenti il lavoro originario, costretto dalla forma visiva a dare un nome ai personaggi laddove Nunez (premiata con il National Book Award per il suo bel romanzo) aveva preferito l’indeterminatezza dei ruoli: lo Scrittore diventa Walter nei panni di Bill Murray, l’Io narrante è Iris, col volto di Naomi Watts, si trova un nome per le diverse mogli dello Scrittore e per la figlia. Unico ad avere lo stesso appellativo, Apollo, sia sulla pagina scritta che sullo schermo è lo splendido alano arlecchino.

Dialogo interiore
«Nel libro, nessun personaggio ha un nome, e gran parte della narrazione avviene nella mente della protagonista, sotto forma di dialogo interiore con l’amico defunto. Trovare un modo per trasformarlo in dramma visivo nel mondo reale è stata la sfida più grande», ha spiegato McGehee. Sfrondate gran parte delle riflessioni letterarie che fanno da binario al procedere della storia (e non poteva essere altrimenti, ma gran parte dell’interesse del libro sta proprio nelle considerazioni sulla scrittura e sul rapporto tra autore e pagina scritta), Scott McGehee e David Siegel si concentrano sui due grandi temi portanti: l’elaborazione del lutto e la relazione essere umano/animale.
Lutto e legame
Iris, infatti, dopo il suicidio di Walter è costretta a prendersi cura dell’enorme cane che l’amico e mentore gli ha lasciato in un’eredità più morale che altro; un’adozione che si scontra con gli affitti bloccati di una grande metropoli come New York che impediscono di tenere in casa animali da compagnia, con una crisi di ispirazione che ha inibito la creatività della protagonista, ormai preda del dolore per la perdita improvvisa dell’amico da cui non riesce a liberarsi. E quel lutto tiene imprigionato anche il vecchio Apollo. Riusciranno i due a elaborare il lutto, a continuare a vivere insieme, a stabilire un legame tra di loro?

Pensiero imperscrutabile
«Al centro del film c’è il rapporto tra una persona e un animale, uno dei legami più sinceri e significativi che molti di noi hanno nella vita – ha raccontato il produttore, Mike Spreter – Ma c’è anche un elemento di mistero, perché non possiamo mai sapere davvero cosa pensa un animale. C’è qualcosa di intrinsecamente imperscrutabile in quel rapporto, e in un certo senso questo mistero si riflette anche nel legame tra Iris e Walter: un’amicizia carica d’amore, ma fatta anche di domande rimaste senza risposta».
Fra Manhattan e Long Island
Girato a New York in 35 giorni di riprese, fra febbraio e marzo 2024, con riprese in location che hanno incluso il West Village di Manhattan e la costa nord di Long Island, il lungometraggio àncora la storia al contesto architettonico della Grande Mela, resa col sapore di una vecchia pellicola. Dramma gentile, attraversato da una lieve verve umoristica, L’amico fedele è sostenuto in tutto e per tutto dalla performance magistralmente sfaccettata di Naomi Watts e dalla bellezza scultorea dell’alano bianco e nero che – c’è da scommetterci – saprà conquistare i cuori del pubblico con la sua insanabile tristezza.

Consiglio di lettura
Impossibile non consigliare, infine, la lettura del romanzo originale di Sigrid Nunez, alla quale si deve anche lo splendido Attraverso la vita (edito sempre da Garzanti) da cui Pedro Almodóvar ha tratto il suo Leone d’oro, La stanza accanto, ancora una storia di lutto e di amicizia.
L’amico fedele,regia di Scott McGehee e David Siegel
Con Ann Dowd, Bill Murray, Constance Wu, Naomi Watts, Sarah Pidgeon



















