Mao Valpiana è il presidente del Movimento Nonviolento
Mao Valpiana è il presidente del Movimento Nonviolento

Azioni concrete per la pace, un appello di Mao Valpiana

Il presidente del Movimento Nonviolento invita, al di là delle iniziative simboliche, ad aderire alla Campagna “Obiezione alla guerra”, con la consapevolezza che la pace si costruisce con atti di pace. Sapereambiente vi invita a partecipare
27 Maggio, 2025
1 minuto di lettura

Mao Valpiana, presidente del movimento nonviolento lancia un appello affinché le cittadine e i cittadini, che desiderano fare qualcosa contro l’uccisione di civili innocenti nei conflitti in corso, passino dai gesti simbolici alle azioni concrete. La proposta è quella di aderire alla Campagna di Obiezione alla Guerra 2022-2025, sottoscrivendo e inviando al Quirinale, al Governo e al Ministero della difesa una Dichiarazione di Obiezione di Coscienza alla guerra e alla sua preparazione.

La Campagna

Testimonial della campagna del Movimento nonviolento sono Alessandro Bergonzoni, Mauro BianiEnrico de Angelis, Donatella Di CesareCarlo Rovelli. Al link in fondo all’articolo è possibile leggere la dichiarazione individuale di obiezione di coscienza alla guerra, e le iniziative di supporto a obiettori, disertori e attivisti nonviolenti di Ucraina, Russia, Bielorussia, Israele e Palestina.

Ecco il testo con cui Mao Valpiana propone l’adesione all’iniziativa.

Andare oltre i simboli

Non basta più la simbologia. Ci vogliono azioni nonviolente concrete per fermare la guerra. Ogni giorno cresce l’orrore che porta morte. Bisogna interrompere la catena di comando che dalle decisioni di Netanyahu e Putin porta all’uccisione dei civili innocenti a Gaza e in Ucraina.

Non fornire armi, bloccare l’esportazione bellica, sostenere gli obiettori di coscienza, aiutare i disertori, reclutare militari che non sparano, dichiarare il proprio no alla chiamata alle armi. Queste sono le proposte e le azioni già intraprese dalla Campagna di Obiezione alla guerra, che bisogna rafforzare.

Bandiere, sudari, post, appelli, petizioni, firme, flash mob, cartelli, manifestazioni, marce, digiuni di un giorno, scioperi del digitale, hanno contribuito a creare una coscienza collettiva del “basta”, ma l’indignazione, la rabbia, la condanna, non leniscono il dolore delle vittime.

Sono due le azioni che possiamo e dobbiamo fare come facitori di pace: mandare aiuti umanitari (e pretendere che arrivino a destinazione, con le meritorie carovane internazionali) e agire per il disarmo (a partire dal primo possibile, il proprio).

Mentre la diplomazia arranca e le trattative per il cessate il fuoco sono ferme, è assolutamente necessario che ognuno assuma la propria responsabilità. Non possiamo più dire “non in mio nome”, perché ormai siamo tutti coinvolti. Sottoscrivere la propria Dichiarazione di Obiezione di coscienza, è il primo necessario passo, per poi aiutare concretamente lo sviluppo dell’obiezione di coscienza e della diserzione tra i militari chiamati a fare la guerra, a sparare, a guidare i droni e i missili che esplodono sui civili.

Puoi essere tu l’anello che si disarma e rompe la catena della violenza

Per aderire

azionenonviolenta.it/obiezione-alla-guerra-2/

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