sciopero clima usa
Giovani attivisti partecipano a una manifestazione vicino al Campidoglio degli Stati Uniti in occasione dello sciopero per il clima 2019 (Foto: Associated Press)

La Terra, i giovani e la Mock Cop 26

In attesa della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si terrà a Glasgow nel 2021, i giovani attivisti britannici organizzano una conferenza online e scrivono una lettera ai leader mondiali per superare la crisi ecologica
3 Dicembre, 2020
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Giovani attivisti partecipano a una manifestazione vicino al Campidoglio degli Stati Uniti in occasione dello sciopero per il clima 2019 (Foto: Associated Press)

 

Sulla crisi climatica la generazione di Greta Thunberg ha le idee chiare. Nonostante il rinvio della Cop 26 all’anno prossimo, 330 giovani attivisti delegati della Conferenza on line Mock Cop 26 di 140 paesi, il 1 dicembre  hanno trovato  un accordo sul trattato che definisce le politiche da adottare per salvare la nostra casa comune. Educazione al clima, giustizia climatica, salute e benessere, comunità resilienti al clima e obiettivi nazionali di riduzione del carbonio, sono  i temi principali affrontati durante le due settimane di confronti e che verranno sottoposti con una lettera aperta  all’attenzione di Nigel Topping, ex Ceo di We Mean Business, nominato da Boris Johnson “Campione di alto livello per il clima per la Cop26”. Si legge nella lettera: «Vi scriviamo per informarvi che noi giovani abbiamo organizzato la conferenza online sul clima, Mock Cop 26, che si è conclusa oggi. Alla luce della pandemia  Covid-19, molti di voi presumibilmente pensavano che fosse una priorità minore intraprendere un’azione per il clima attraverso la Cop dell’Unfccc quest’anno, e quindi l’Onu l’ha rinviata».

E più avanti: «Vi ricordiamo che siamo ancora nell’ emergenza climatica e in una crisi ecologica, e ogni momento di inazione peggiora le cose per la nostra generazione. Abbiamo ritenuto fortemente che non si dovesse ritardare ulteriormente l’azione, così abbiamo deciso di gestire la nostra Cop. Siamo stanchi di promesse  vuote e siamo pienamente motivati da un desiderio per vedere un’azione reale».

Consapevoli che le sorti della Terra sono nelle mani delle future generazioni, i ragazzi ecologisti chiedono con il Trattato Mock  di garantire un’istruzione sul cambiamento climatico per i giovani a tutti i livelli. Rivendicano il diritto  di partecipare alle questioni decisionali relative alle crisi ambientali, incluso l’invio di più rappresentanti dei giovani alla Cop26.  Sostengono che bisogna aiutare gli agricoltori, i quali dovranno abbandonare le pratiche dannose per il suolo,  l’acqua e la biodiversità e che alimentano la deforestazione. Propongono ai governi  inoltre  di  sottoscrivere una legge di vasta portata sull’ecocidio per criminalizzare la distruzione di massa e i danni all’ambiente causati dall’attività umana. Redatto con il contributo degli avvocati di ClientEarth e Cop26andbeyond, il documento stabilisce che i leader mondiali dovranno limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi, in linea con la raccomandazione dell’Ipcc, e che dovranno impegnarsi anche a regolamentare  la qualità dell’aria, assicurando che le industrie inquinanti riducano significativamente le loro emissioni per garantire un’aria sicura e respirabile. Gli attivisti ribadiscono che sono necessarie misure urgenti. E la pandemia ha dimostrato che azioni comuni a livello globale sono possibili.

«Prima del Covid-19 eravamo dell’opinione che i governi erano  riluttanti e incapaci di intraprendere azioni congiunte e  urgenti in risposta a un’emergenza  − spiegano i giovani difensori della Terra nella lettera −Tuttavia, negli ultimi mesi, avete adottato drastiche misure unilaterali e multilaterali per mitigare la minaccia del virus. Noi ora vi chiediamo di intraprendere un’azione altrettanto impellente per fermare le minacce del clima e della crisi ecologica».

 

 

 

 

 

Mielizia

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Michele D'Amico
Michele D'Amico
Sono nato nel 1982 in Molise. Cresciuto con un forte interesse per l’ambiente.Seguo con attenzione i movimenti sociali e la comunicazione politica. Credo che l’indifferenza faccia male almeno quanto la CO2. Giornalista. Ho collaborato con La Nuova Ecologia e blog ambientalisti. Attualmente sono anche un insegnante precario di Filosofia e Scienze umane. Leggo libri di ogni genere e soprattutto tante statistiche. Quando ero piccolo mi innamoravo davvero di tutto e continuo a farlo.
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